Caso Mello: estradizione dal Belize molto più complicata del previsto

Sicuramente il ricercato numero uno della Slovacchia Karol Mello, ora in custodia cautelare in Belize, sapeva che prima o poi la polizia del suo paese lo avrebbe rintracciato. Per questo l’uomo ha preso le sue contromisure per rendere molto complicata la sua estradizione in patria dal Belize, definito ora dai media slovacchi un paradiso – per i delinquenti, dove Mello, sospetto colpevole di almeno tre omicidi, ha vissuto l’ultimo anno. Lo ha detto a Pravda l’ex capo detective Jaroslav Ivor, citando il fatto che Mello aveva giocato d’anticipo assumendo per rappresentarlo un avvocato che potrebbe essere definito il principe del foro locale: l’ex ministro ed ex procuratore generale Godfrey Smith (anche presidente di un partito di opposizione), che sembra voler usare in questo caso tutto il suo peso e influenza. Tale influenza avrebbe potuto portare al fermo del procedimento di estradizione decretato da un giudice belizano l’altro giorno.

Secondo Ivor, il Belize utilizza il sistema giudiziario anglo-americano, che è piuttosto complicato e basato su varie precedenze. «Un avvocato che conosce i suoi diritti e può usufruire delle precedenze è molto potente» con quel sistema giudiziario, ha dichiarato, aggiungendo che Smith ha potuto prevedere il corso degli eventi ed è stato in grado di prepararsi di conseguenza.

Pravda ha sentito anche il parere dell’analista della sicurezza Ivo Samson, che il Belize non è solo un paradiso fiscale, ma anche un rifugio per i criminali e le persone che vogliono evitare le leggi di altri paesi. «Questo significa che con i soldi non si può solo ottenere assistenza legale, ma anche dei funzionari statali», ha affermato. Samson pensa che sarà molto difficile riportare Mello in Slovacchia, ma non è impossibile, e «la mancanza di un trattato [tra i due paesi] non deve essere per forza un ostacolo per l’estradizione».

Il Ministro degli Interni Robert Kalinak ha ammesso che l’operazione Mello non è nemmeno a metà strada. Stiamo comunicando con le autorità del Belize, ha detto il ministro, «e non possiamo lamentarci della collaborazione con loro». Il fatto è, ha detto Kalinak, che a questo punto è difficile prevedere cosa farà l’avvocato belizano di Mello.

Il noto avvocato Godfrey Smith, intanto, spiega che il suo cliente ha «una residenza permanente, un valido permesso di lavoro, una moglie e una famiglia in Belize», permessi ottenuti legalmente e, quindi, non dovrebbe essere estradato nel suo Paese natale fino a quando non viene prima interrogato.

Dopo l’arresto l’11 luglio sull’isola di San Pedro nel Belize, grazie a un’azione congiunta della polizia slovacca e dell’Interpol, il 42enne Karol Mello è stato trasportato in una prigione nella capitale Belmopan e consegnato ai funzionari dell’Interpol. La Slovacchia si è attivata per fare immediata richiesta di estradizione.

Secondo le notizie del sito web locale 7newsbelize.com le autorità belizane avevano pronto un provvedimento di espulsione per Mello dal 16 luglio, e il sito si chiede come mai il governo del Belize non ha provveduto all’ordine immediatamente. Nel frattempo, un giudice della Corte Suprema locale ha bloccato l’estradizione il 17 luglio, acconsentendo a una richiesta presentata dall’avvocato di Mello di tenere un’audizione prima di decidere sulla sua estradizione. Nella sentenza della Suprema Corte viene vietato lo spostamento o l’estradizione di Karol Mello per un termine di 28 giorni. La prossima sessione del tribunale che ha a  che fare con il caso  è stata prevista per il 10 agosto.

Mello rimane al momento in custodia, ma il sito 7newsbelize.com precisa che l’uomo avrebbe mentito alle autorità d’immigrazione del paese quando richiese la residenza permanente, sostenendo che di non essere mai stato coinvolto in procedimenti penali. Non essendo comunque mai stato condannato in Slovacchia, Mello può beneficiare del fatto che il suo casellario giudiziario è pulito e lui è entrato nel paese legalmente e col proprio nome.

Karol Mello è accusato di aver partecipato a due omicidi in Slovacchia nel 2003 e 2004, uno dei quali alle spese del capo mafia di Bratislava Peter Congrady, ucciso davanti a una pizzeria nel quartiere di Petrzalka. Mello è poi sospettato del tentativo di omicidio, andato storto, dell’ex agente di polizia Juraj Gal, dove sono invece rimasti vittime il figlio dell’uomo di 10 anni e la compagna di 30.

Mello era in fuga dal novembre 2006, e nell’ottobre 2010 fu arrestato a Cracovia, in Polonia. Dopo essere stato consegnato alle autorità della Slovacchia di polizia nel mese di aprile 2011, dovette essere rilasciato un mese dopo a causa di errori procedurali commessi da un tribunale distrettuale. Mello fece immediatamente perdere le sue tracce, e subito dopo venne emesso un mandato di cattura internazionale a suo carico.

Se le speculazioni che un aereo inviato dallo Stato slovacco era già in attesa in Guatemala per riportare a casa il most wanted slovacco sono vere, sarà bene farlo ritornare in patria in attesa di tempi migliori.

Fotografia: © sanpedrosun.com

(La Redazione)

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