Fogolar Furlan: consegnato il Vino della Pace all’Ambasciatore Martini

È stato consegnato ieri al nuovo Ambasciatore in Slovacchia Roberto Martini da rappresentanti del Fogolar Furlan di Bratislava il Vino della Pace, un’invenzione tutta friulana simbolo di pace e fratellanza tra i popoli. Mirco Ribis e Bruno Mrak, rispettivamente presidente e vicario dell’associazione, hanno incontrato ieri l’Ambasciatore Martini per la consegna di una cassetta di questo vino che viene prodotto da quasi trent’anni nelle fertili terre della Vigna del Mondo, in provincia di Gorizia, luogo di frontiera e dunque tanto più adatto a concepire un frutto della terra e del lavoro dell’uomo che possa simbolicamente affraternare piuttosto che dividere.

La città di Gorizia, punto di incontro/scontro tra il mondo latino, slavo e germanico, ha sperimentato per quasi mezzo secolo la divisione, con una parte della città rimasta oltre confine dopo la seconda guerra mondiale. E si trattava di un confine pesante, quello con la Jugoslavia di Tito, che nel 1953 minacciò di volersi prendere la città, insieme a Trieste.

Era il 1983 quando la Cantina Produttori di Cormons decise su idea del maestro cantiniere Luigi Soini di dare il via a questa operazione altamente emblematica: radunare e impiantare in questa terra fertile i vitigni del mondo per creare con le uve raccolte un prodotto nuovo e rivoluzionario, un assoluto melting pot della produzione vinicola mondiale, un simbolo della concordia universale: il Vino della Pace, la cui prima vendemmia risale al 1985.

Tra le centinaia e centinaia di varietà dei cinque continenti – sono circa seicento ormai, probabilmente la più vasta raccolta di viti al mondo – sono presenti le più note, naturalmente, ma ve ne sono anche tante che sono sconosciute ai più, e che provengono da terre lontane e inconsuete. Tra viti di Merlot, Marzemino, Sirah, Tulilah, Shurrebe, Pedral o Maizy, dal 2002 fa la sua bella figura anche un vitigno slovacco di varietà Devin, interrato dall’ex Presidente della Repubblica Rudolf Schuster nel corso di un suo viaggio in Italia.

Nel corso degli anni il Vino della Pace, arricchito da etichette disegnate da grandi artisti, è stato donato periodicamente a capi di Stato e religiosi di tutto il mondo. Il Fogolar Furlan si è reso protagonista nell’avvicinare anche la Slovacchia a questa tradizione. Una cassetta di questo vino è stata donata ai Presidenti della Repubblica Schuster e Gasparovic (a Schuster due volte, nella seconda con il vino prodotto anche dalla vite Devin) e agli Ambasciatori d’Italia a Bratislava Borzi Cornacchia e ora Martini. La tradizione si era aperta con il dono fatto vent’anni fa, poco prima che morisse, ad Alexander Dubcek quando era presidente del Parlamento della Cecoslovacchia.

Nella visita di ieri, che ha voluto anche essere un benvenuto a S.E. Roberto Martini in Slovacchia, il Fogolar Furlan ha inteso promuovere, insieme alle eccellenze della regione Friuli Venezia Giulia, anche lo spirito di pace fra i popoli e l’impegno di fratellanza dei friulani che sono presenti in Slovacchia.

(P.S.)

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