Arrestato il nazista Csatary, il Centro Wiesenthal chiede che venga giudicato

A seguito delle richieste del capo del Simon Wiesenthal Center di Gerusalemme, Ephraim Zuroff, che si era appellato al Presidente ungherese Janos Ader per garantire che il criminale nazista Laszlo Csatary fosse messo davanti a un tribunale, e delle pressioni di gruppi nazionali e internazionali perché l’uomo, sospettato di crimini di guerra durante il periodo dell’olocausto, venga giudicato, il 97enne Csatary è stato arrestato ieri all’alba a Budapest, dopo che un’inchiesta su di lui era stata aperta nel settembre 2011.

Secondo le informazioni passate ai pubblici ministeri ungheresi lo scorso autunno dal Simon Wiesenthal Center, che prende il nome dal celebre cacciatore di nazisti ebreo austriaco scomparso nel 2005, Ladislaus Csizsik-Laszlo Csatary sarebbe stato nel 1941 a capo della polizia nel ghetto ebraico della città ungherese di Kassa – oggi la slovacca Kosice – ed ebbe un “ruolo chiave” nella deportazione di 300 ebrei in Ucraina, dove furono poi uccisi, e avrebbe contribuito alla deportazione nel 1944 di circa 15.700 ebrei ad Auschwitz, da dove solo poche centinaia di loro fecero ritorno.

All’atto dell’arresto, Csatary avrebbe negato qualsiasi responsabilità, secondo quanto riferito dalla procura della capitale ungherese, dove è stato interrogato. «Ha negato di essere responsabile dei crimini dei quali viene accusato, e uno dei suoi argomenti difensivi è che ha obbedito agli ordini che gli venivano impartiti», ha detto il procuratore. Anche in considerazione dell’età del sospetto, nonostante comunque un ottimo stato di salute generale, Csatary ha ottenuto la concessione della detenzione domiciliare.

L’uomo, che il centro Wiesenthal aveva inserito alla cima della lista dei top ricercati tra i criminali di guerra nazisti ancora in circolazione, era stato rintracciato, grazie alle informazioni fatte filtrare dallo stesso centro, da due reporter del tabloid britannico The Sun, che ha pubblicato l’articolo con grande evidenza domenica 15 luglio. I giornalisti avevano fotografato il vecchio e bussando alla sua porta (dove sul campanello di casa campeggiava anche il nome Smith) gli avevano chiesto conto del passato, sentendosi rispondere che lui non c’entrava niente e che non aveva intenzione di parlare di questo argomento.

Dopo la guerra, Csatary era sfuggito alle ricerche fuggendo in Canada (Montreal e Toronto), dove aveva lavorato come mercante d’arte e vi prese la cittadinanza nel 1955, nonostante fosse stato condannato a morte in Cecoslovacchia in contumacia nel 1948. La cittadinanza gli fu ritirata nel 1997, quando le autorità canadesi scoprirono che Csatary aveva mentito sulle sue origini e vennero alla luce i sospetti sul suo passato nazista. Fu allora che ritornò in Ungheria, dove negli ultimi 15 anni ha potuto vivere liberamentea Budapest, e pare anche agiatamente.

Il direttore del Simon Wiesenthal Center, Efraim Zuroff, ha accolto con soddisfazione l’arresto e si è detto “sorpreso” dal nuovo sviluppo. «Non me lo aspettavo. L’articolo pubblicato dal Sun ha attirato l’attenzione del mondo intero e non è senza dubbio estraneo a questo arresto», ha dichiarato Zuroff, intervistato via telefono dall’Afp, come ripreso dall’agenzia TMNews. «Se non avessimo collaborato con il The Sun, Csatary sarebbe ancora in grado di muoversi in totale libertà», ha detto ancora Zuroff, che domenica aveva denunciato la lentezza delle indagini in Ungheria.

Alcuni studenti ebrei di tutta Europa avevano tenuto lunedì sera un raduno fuori dalla casa di Csatary a Budapest, dopo aver appreso dell’indirizzo dallo scoop del Sun, mentre il partito socialista ungherese, all’opposizione, aveva chiesto al procuratore generale Peter Polt di accusarlo di crimini di guerra.

(La Redazione)

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