Lingua italiana: un Manifesto per la difesa e promozione della lingua

Un interessante dibattito sulle prospettive della lingua italiana nel contesto universitario promosso dall’Accademia della Crusca, che si è tenuto nei mesi scorsi, ha biasimato l’apertura di corsi interamente in lingua inglese negli atenei italiani. La manovra, che sarebbe dettata da esigenze di “conquista” di una dimensione internazionale degli insegnamenti universitari del Belpaese, sembrerebbe infatti voler mettere da parte la lingua di Dante. Il dibattito, fra accademici italiani ed esteri, ha sposato la causa del multilinguismo stante il contesto globale della nostra epoca, ferma restando la priorità della promozione della lingua e cultura italiana.

In un convegno tenutosi a Trieste nel mese di maggio è emersa una dimensione pressocché “irredentista” della difesa e promozione della lingua italiana: un vero e proprio “manifesto” definito  “Allarme lingua”, un gruppo che da tempo si muove in difesa della lingua e dell’identità italiana contro gli attacchi indiscriminati in nome del “pensiero unico globale”.

Il gruppo è parte di Athena, associazione per la difesa e la promozione delle lingue ufficiali dell’Unione Europea, creata in seno alle istituzioni europee nel 2006, che opera all’interno delle stesse istituzioni e in tutti i paesi UE, nonché la storica Lega Nazionale, nata nel 1891 a Trieste per vegliare sull’identità italiana del Trentino e della Venezia Giulia e Dalmazia, allora parte dell’Impero Austro-ungarico.

Destinatarie del Manifesto «sono, in primo luogo, le istituzioni dello Stato, prime tra tutte quelle responsabili e garanti, per statuto, a vigilare e intraprendere le azioni necessarie a promuovere le opportune misure per assicurare alla lingua e alla cultura italiana il ruolo, la diffusione, la pratica e il prestigio che loro competono. Questa attenzione delle istituzioni appare particolarmente necessaria e urgente nell’attuale momento storico in cui, in nome delle tecno-ideologie e della speculazione delle Elites predatrici dell’economia e della finanza, viviamo l’epoca del surrealismo economico e commerciale, sotto il cui predominio si rischia di mandare al macero secoli di storia e di cultura che hanno reso celebre l’Italia nel Mondo», afferma il “Manifesto”.

In primo piano per il Gruppo la decisione del Politecnico di Milano di sostituire l’italiano con l’inglese quale lingua di laurea a partire dal 2014. Tale decisione, peraltro discutibile anche sotto il profilo giuridico-costituzionale, prosegue il Gruppo, ha dato luogo ad una pronta reazione della Società  “Dante Alighieri”, la quale, però, non deve rimanere da sola a battersi in favore della lingua e della cultura italiana, ma trovare, in tutti e per tutto, il necessario seguito con azioni di sostegno, affinché l’italiano non finisca con l’essere relegato al rango di lingua per i vecchi o di folclore per turisti.

(Fonte italiannetwork.it)

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