Eurobarometro: qualità a tavola, Italia la più attenta a qualità e marchio. Slovacchia poco sotto

Secondo il sito euractive.it, sono gli italiani gli europei più attenti alla qualità del cibo, come viene rivelato da un sondaggio dell’Eurobarometro sulle attitudini alimentari nell’UE. Grande attenzione al marchio, alle indicazioni riportate in etichetta, all’origine del prodotto e ai loghi di “qualità”. E questo anche le statistiche italiane mostrano che sotto il peso della crisi, più che del gusto, ci si occupa del portafogli: l’Istat dice che il 35,8% delle famiglie ha diminuito nel 2011 la qualità dei prodotti alimentari acquistati.

Dopo gli italiani (oltre due terzi di loro controlla i marchi – il 68%), vengono i cittadini di Slovacchia e Polonia (66%) e Irlanda (65%). Non hanno interesse alla questione invece nei Paesi Bassi, dove solo un quinto degli intervistati (21%) ammette di attribuire importanza all’argomento.

Ancora gli italiani sono fra i cittadini UE che prestano maggiore attenzione all’origine dei prodotti (88%), superati solo dai greci (90%); ma anche alle etichette (35%) e alla presenza dei loghi di Denominazione di origine protetta (36%) e Indicazione geografica protetta (32%).

Gli slovacchi dimostrano, assieme ai cittadini di altri nove paesi UE-27 (tra i quali anche i vicini Cechia e Ungheria, ma non l’Italia), di essere in maggioranza preoccupati del livello di autosufficienza nella produzione alimentare del proprio Paese (64%), questione che i greci vedono come vitale (94%). Dati un po’ inferiori risultano quando si chiede dell’autosufficienza alimentare in UE. Ma tutti i paesi UE sono estremamente d’accordo (tra il 65% dell’Estonia e il 93 di Cipro) che l’Unione dovrebbe aiutare i paesi a produrre più alimentari (Slovacchia 81%, Italia 83%).

Gli slovacchi (del resto accompagnati da altri giovani membri UE), si piazzano nella parte alta della lista riguardo alla considerazione di quanto è importante la qualità nell’acquisto di alimentari con il 71%, lasciando al palo paesi più “prevedibili” come Austria, Olanda, Danimarca e la stessa Italia. E il 97% di loro ritiene molto importante il prezzo come fattore cruciale di scelta. Un fattore considerato ancora più rilevante se anche nel peggiore dei casi, l’Olanda, non scende al di sotto del 72%.

Anche la provenienza geografica assume un ruolo elevato per gli slovacchi (80%), mentre al top di questa classifica si posizionano i greci (90%) e gli italiani (88%). E la scelta del marchio, dicevamo, vede l’Italia in testa (68%) poco più su di Slovacchia e Polonia (66%).

(La Redazione)

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