Scovato il nazista Laszlo Csatary, deportò di 15mila ebrei slovacchi

Dopo 15 anni di caccia, è stato localizzato in un elegante quartiere di Budapest dai reporter del britannico “The Sun” il criminale di guerra nazista Laszlo Csatary, 97 anni, che appare sulla lista del Centro Simon Wiesenthal di Gerusalemme tra i “criminali nazisti più ricercati”. Csatary, nel 1944, era comandante della gendarmeria nella città di Kassa, al tempo in Ungheria (conosciuta oggi come Kosice, la seconda città slovacca), ed ebbe un ruolo fondamentale nel rastrellamento e nella supervisione della deportazione di circa 15.700 ebrei verso il campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia. Solo 450 ne sarebbero scampati. Secondo il Centro avrebbe avuto anche un ruolo chiave nella deportazione di 300 ebrei in Ucraina nell’estate del 1941, dove furono uccisi.

Passato alla storia per la sua crudeltà e per il disprezzo della vita umana, Laszlo Csatary (ora conosciuto come Ladislaus Csizsik) fu condannato a morte in contumacia da un tribunale cecoslovacco nel 1948. Secondo documenti scoperti dal Simon Wiesenthal Center, Csizsik-Csatary si divertiva a battere le donne con una frusta che portava alla cintura, e li costringeva a scavare fossati nel terreno ghiacciato con le loro mani nude. I documenti hanno anche rivelato che metteva gli ebrei dissenzienti per ore in posizioni scomode e di sottomissione, li colpiva con un guinzaglio per cani e aveva ordinato ai suoi di sparare a vista se avessero cercato di fuggire, spiega il sito israeliano ynetnews.com.

Come avevamo scritto ad aprile, la Procura di Budapest stava indagando su di lui su denuncia di Ephraim Zuroff, direttore del Centro Wiesenthal. Lo stesso Zuroff aveva detto di sapere dove si trovava l’uomo in cima alla lista dei maggiori ricercati dall’organizzazione ebraica, e che era «in ottima salute».

Secondo i dati raccolti dal Centro Wiesenthal, Csatary nel 1949 si creò una nuova identità, emigrò in Canada e si stabilì a Montreal dove lavorò come commerciante d’arte. Ottenne nel 1955 la cittadinanza canadese, che gli fu revocata una quindicina di anni fa quando le autorità del Paese si accorgono che aveva mentito sulle sue origini. Fu allora che fece ritorno in Ungheria. Pare che nel procedimento a suo carico aperto in Canada, Csatary ammise di aver partecipato alla deportazione di ebrei, ma di aver avuto un ruolo del tutto secondario.

Secondo “The Sun” che lo ha fotografato e filmato, l’anziano viveva agiatamente, chiamato da tutti “Papà Csatary”. Al reporter che si è presentato a casa sua nei giorni scorsi l’uomo ha comunque negato tutto, mostrandosi sorpreso di essere stato scovato.

«È un dovere verso la nostra generazione, quella che è venuta dopo l’Olocausto», ha concluso Efraim Zuroff, «adesso ci attendiamo che sia preso in custodia dalla giustizia». Cosa per la verità piuttosto improbabile, data l’età dell’accusato.

(La Redazione)

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