Cento giorni al governo. Fico: da soli abbiamo un processo decisionale più fluido

Il quotidiano Pravda ha pubblicato oggi una lunga intervista con il Premier Robert Fico, il cui governo monocolore (Smer-SD) compierà domani 12 luglio i suoi primi 100 giorni. Essere da soli al governo comporta sia vantaggi che svantaggi, ha detto Fico, ma certamente ha reso le cose molto più semplici dal punto di vista decisionale. Un esempio di questo è il piano approvato dall’esecutivo per ricondurre i vari organismi statali specializzati locali in una singola organizzazione inclusiva, che dovrebbe portare a risparmi per circa 700 milioni di euro, ha detto, ovvero lo 0,7% del PIL del Paese. Un governo composto da più partiti, ha osservato, non sarebbe mai riuscito a realizzare una tale mossa.

Il Premier ammette che un unico partito al governo potrebbe uscire di controllo, ma questo pericolo, ha affermato, è scongiurato dalla recente costituzione di un Consiglio per la Solidarietà e Sviluppo, che serve da forum per varie proposte, anche provenienti dagli avversari politici.

Pravda ha provocato Fico osservando che il governo si sta concentrando forse troppo sui ricavi e non abbastanza sul taglio delle spese. «Provi a dirmi dove vi è la necessità di effettuare tagli. Ho fatto la stessa domanda all’Opposizione, ed è lì che finisce il dibattito», ha risposto il Premier al cronista, che, per nulla impressionato, ha proposto: la Pubblica amministrazione. Fico ha chiesto allora se pensa che chi guadagna appena 500 euro al mese dovrebbe vedersi tagliare lo stipendio, o se sarebbe una buona idea ridurre gli stipendi a insegnanti e infermieri… «Non c’è spazio per ampi tagli. Il governo di Iveta Radicova ha esaurito tutte le possibilità nel 2011. Quello che possiamo fare è rendere l’amministrazione statale più efficiente e il Ministro degli Interni Robert Kalinak sta lavorando a questo fine», ha detto Fico.

Riguardo alla recente approvazione da parte del Parlamento slovacco del Meccanismo europeo di stabilità (ESM), a Fico è stato chiesto se non ci sono limiti ai contributo che la Slovacchia è pronta a dare ad altri paesi della Zona Euro. Ci sono limiti, ha detto il Premier. «Nel caso di Cipro, abbiamo detto che possiamo parlare di aiuti, ma vogliamo i nomi dei proprietari delle aziende cipriote attive sul mercato slovacco. Ora apprendiamo che Cipro sta discutendo con la Russia di un prestito, quindi, in altre parole, Cipro sembra evitare l’ESM perché c’è chi vorrebbe cominciare a porre condizioni», ha affermato.

La questione più importante per lui in questo momento, tuttavia, è se l’UE e la Zona Euro possono sopravvivere oppure no, e quale sarà il ruolo della Slovacchia all’interno dell’Unione Europea. Egli vuole che il Paese sia al centro della discussione, attivo partecipante al processo decisionale.

(Fonte Pravda)

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