Pronta la proposta governativa di modifica al Codice del Lavoro

In un articolo di venerdì il quotidiano Sme illustra i progetti del partito di governo Smer-SD per quanto riguarda la riforma del Codice del Lavoro approvato dall’esecutivo precedente di centro-destra. Il Ministero del Lavoro avrebbe già mostrato uno schema delle modifiche a sindacati e datori di lavoro e la settimana prossima la proposta sarà il tema principale di un incontro del cosiddetto Tripartito delle parti sociali con il ministero prima di portarla in Parlamento.

Smer avrebbe rispettato la sua promessa pre-elettorale di rendere i licenziamenti più costosi e complicati per i datori di lavoro, anche se la legislazione del lavoro non sarà completamente stravolta nella sua forma attuale per riportarla ai tempi dell’ex Ministro del Lavoro Viera Tomanova (2006-2010) quando doveva essere versato un Tfr aggiuntivo di due mesi per la risoluzione del contratto unilaterale, oltre al periodo obbligatorio di preavviso. Nell’attuale legge sono solo i dipendenti che lavorano da più di cinque anni che possono ottenere tali termini.

Smer poi, al contrario di quanto promesso, intenderebbe preservare i contratti di lavoro a tempo, o irregolari, che verranno soltanto adattati e assoggettati al pagamento di assicurazioni sanitarie e contributi sociali.

I contratti di lavoro temporaneo saranno più brevi (due contratti per un massimo di due anni in totale), e le ore di lavoro straordinario saranno ridotte (al massimo 100 ore l’anno). L’estensione del periodo di prova non sarà consentita, la definizione del lavoro notturno verrà estesa al lavoro fino alle 6:00, e non fino alle 5:00 come avviene oggi, i cosiddetti flexi-conti per l’orario di lavoro dovranno essere approvati dai lavoratori e datori di lavoro, e la posizione dei sindacati sarà rafforzata. Se una società non determina la data per le ferie entro il 30 giugno, saranno gli stessi dipendenti a poter decidere, e le condizioni di contratto collettivo non potranno essere meno favorevoli per i lavoratori dipendenti rispetto al Codice del Lavoro.

Un’altra questione principale ancora da discutere in sede al Tripartito è la data di entrata in vigore delle modifiche, che Ministero del Lavoro e sindacati vorrebbero dal gennaio 2013, mentre le aziende chiedono una proroga al 2014.

(Fonte Sme)

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