Esclusivo. Italia-Germania, la sfida infinita: qui il risultato in anteprima

È “La Partita” per eccellenza, non ci sono paragoni con altri match, si tratti di calcio o altro sport. La partita Italia-Germania non ha rivali nel portare alle stelle il pathos dei tifosi, e sicuramente anche quello dei commentatori e degli stessi giocatori. Dopo Mexico 1970, quando si tenne quella che è stata definita “La Partita Del Secolo” (Jahrhundertspiel in tedesco), non c’è stato alcun’altro incontro internazionale che abbia tanto scaldato gli animi.

E stasera si ripete la cerimonia, con gli italiani caricati dal bel gioco mostrato nell’ultimo scontro con l’Inghilterra, e il mister Prandelli convinto di dover proseguire su questa strada. «Sappiamo giocare solo in un certo modo, non possiamo snaturarlo. Sappiamo palleggiare e lo faremo anche rischiando», ha detto ieri, sapendo bene che i crucchi sono forti, molto forti, e vogliono almeno quanto noi andare in finale a giocarsela con la Spagna, campione del mondo uscente.

Boninsegna, Schnellinger, Müller, Burgnich, Riva, Müller. E Rivera! Riveraaaaaa!… 4:3. E andiamo in finale! Una sequenza che forse metà degli italiani over 40 conoscono a memoria, quella del 17 giugno 1970 a Città del Messico. Ma la partita, pur epica, non fu un portento di bel gioco. Scriveva Gianni Brera: «Come dico, la gente si è tanto commossa e divertita. Noi abbiamo rischiato l’infarto, non per ischerzo, non per posa. Il calcio giocato è stato quasi tutto confuso e scadente, se dobbiamo giudicarlo sotto l’aspetto tecnico-tattico. Sotto l’aspetto agonistico, quindi anche sentimentale, una vera squisitezza, tanto è vero che i messicani non la finiscono di laudare (in quanto di calcio poco ne san masticare, pori nan)». «L’eco dell’avvenimento fu enorme. I tifosi messicani decisero su due piedi di murare una lapide all’esterno dello Stadio Azteca per eternare una partita che aveva esaltato il gusto latino-americano per lo spettacolo e la battaglia».

Per sorridere un po’, consigliamo poi la lettura del bel pezzo di Gramellini su La Stampa.

Ed ora la nostra ESCLUSIVA

BUONGIORNO SLOVACCHIA ha un regalo inaspettato per voi. Compatiamo chi non ha troppa fiducia in noi, ma il nostro giornale è riuscito a conoscere in assoluta anteprima mondiale il risultato finale della partita di stasera a Varsavia. Potete anche guardarvela in TV, se volete, e ci spiace per chi si trova sul posto e ha già pagato il biglietto, ma grazie a una  nota sensitiva slovacca noi abbiamo potuto registrare le sequenze chiave del match che inizierà alle 20:45. Una cosa incredibile, una sensazione mai provata. Come avere tra le mani il nostro futuro e poterlo manipolare a piacere. È stata un’esperienza scioccante, ma siamo pronti a ripeterla per il bene del giornalismo. Sedetevi e tenetevi stretti (meglio se con a fianco un bicchiere d’acqua e le pillole anti-infarto). Va detto che la sensitiva (che qui chiameremo Marika ma che preferisce non essere citata), ha evocato una formazione un po’ diversa da quella annunciata da Prandelli, e non è chiaro perché il commentatore scambia Varsavia per Berlino. Ma comunque. Qui sotto il risultato della nostra avventura.

😉

(P.S.)

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