V4: i Primi Ministri chiedono all’UE di garantire il bilanciamento dei divari regionali

I primi ministri dei quattro paesi del Gruppo di Visegrad / V4 (Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria), riuniti in un vertice a Praga venerdì 22 giugno, hanno riconosciuto l’importanza di forti politiche di coesione UE, messaggio che hanno inviato a Bruxelles con una lettera al Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, al Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz e al Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy.

«Noi condividiamo la stessa opinione per quanto riguarda il budget dell’Unione europea 2014-2020, e provvederemo a spingere con forza per assicurare che non vi siano tagli ai finanziamenti nei confronti del superamento delle differenze regionali», ha detto il Premier slovacco Robert Fico dopo l’incontro. Alcuni paesi membri dell’UE non possono conseguire una crescita economica se non c’è una politica di coesione, ha aggiunto. «Gli stati con regioni meno sviluppate hanno contribuito alla crescita di tutta l’Unione, per cui sarebbe ingiusto ora violare quelle che sono state per anni le basi dell’UE e fare risparmi solo su questa politica. Se ci devono essere tagli, allora dovrebbero colpire tutte le aree in Europa che ora sono finanziate», ha detto Fico.

Il collega polacco Donald Tusk ha rimarcato che la responsabilità finanziaria e la disciplina in Europa sono possibili solo se vengono accoppiate con un programma realistico per la crescita.

I quattro paesi hanno poi convenuto sulla necessità di completare le infrastrutture energetiche e sul corridoio nord-sud per gas e petrolio. «È pericoloso per i paesi UE essere dipendenti solo da alcuni mercati, ed è per questo che il corridoio nord-sud – sul quale abbiamo lavorato intensamente – è di vitale importanza per l’UE nel suo complesso», ha detto Fico.

I rappresentanti del V4 hanno concordato sull’importanza dell’energia nucleare, rivendicando che la politica energetica, e la composizione del mix di fonti energetiche, «debbano rimanere nelle mani degli stati membri dell’UE, così come garantito dal Trattato di Lisbona», ha detto il Premier ceco Petr Necas, che ha detto di sostenere lo sviluppo dell’energia nucleare e dell’energia prodotta con il carbone.

(Fonte Tasr)

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