50 anni di gemellaggio tra Perugia e Bratislava: a colloquio con i sindaci

I due sindaci alla rievocazione Korunovačé slávnosti che si tiene annualmente a ricordo delle incoronazioni che hanno avuto luogo in città quando era capitale del Regno d’Ungheria

Nel contesto della visita di una delegazione perugina a Bratislava per celebrare i 50 anni di gemellaggio tra le due città e siglare un rinnovo per ravvivare la cooperazione, abbiamo fatto alcune domande ai due sindaci in un momento di relax. Entrambi sono concordi sulla validità dell’idea di rilanciare un patto che, in particolare da parte della capitale slovacca, nell’ultima decade aveva subito una certa decelerazione, limitando i rapporti soprattutto a scambi culturali.

Wladimiro Boccali: amicizia tra città è contributo a costruzione Europa

Cinquant’anni sono un obiettivo importante. Che cosa è successo in questi anni, che cosa la città di Perugia ha maturato dai rapporti con Bratislava? E quali sono gli obiettivi di un rinnovo?

WB: Innanzitutto va detto che noi celebriamo il 50° anniversario in un mondo completamente diverso da quello che ci ha visto sottoscrivere il primo patto di amicizia. La celebrazione di questo accordo ci deve consentire di rilanciare da due città – una capitale di uno Stato e una città che si candida ad essere Capitale europea della Cultura [per il 2019 – NdR] – un contributo alla costruzione dell’Europa. Noi pensiamo che alle politiche economiche in Europa si debbano unire le politiche sociali, le politiche culturali. E questo può e deve partire dalle città. Questo è il primo obiettivo politico e noi siamo qui prima di tutto per rilanciare questo aspetto. Poi è ovvio che i temi che riguardano le politiche culturali, le politiche di cooperazione nel campo degli eventi culturali, degli scambi di buone prassi, e del turismo sono altri obiettivi che ci vedono impegnati, così come quello della facilitazione del rapporto tra imprese insieme ovviamente ai governi nazionali e insieme, per quanto ci riguarda, al governo e alle camere di commercio italiane all’estero.

Noi in questi anni abbiamo con alti e bassi, soprattutto negli ultimi 10-15 anni, puntato molto su scambi culturali e sull’artigianato tipico e sulle caratteristiche e peculiarità prevalentemente culturali delle due città. Ora ci vuole un rilancio di politiche europee, dunque di stimolo anche a contribuire a che gli stati lavorino per far sì che l’integrazione europea non sia soltanto di carattere finanziario o monetario ma che sia il contributo alla costruzione degli Stati Uniti d’Europa.

Quali i settori o i campi d’azione in cui pensa che più facilmente si possano ottenere dei risultati?

WB: Sicuramente possiamo fare molto in campo turistico. La conoscenza delle due realtà – Perugia e l’Umbria da una parte, Bratislava e la Slovacchia dall’altra – credo che possa stimolare e influenzare i flussi turistici. Questo è un aspetto importante. Secondo, il rapporto tra le amministrazioni, anche per costruire politiche nei governi locali, nei servizi pubblici locali. Terzo, scambi culturali e scambi commerciali che debbono intensificarsi, ovviamente dentro una politica nazionale di promozione dell’Italia ma con la valorizzazione delle specificità delle comunità locali.

Siete stati in visita al liceo Gymnazium L.Saru, scuola con la quale esiste un’antica collaborazione…

WB: Sì questo è un aspetto importante perché per tutte le cose che ho detto lavorare con le giovani generazioni e partire dall’istruzione e dalla cultura è una priorità. Al liceo ho consegnato anche il messaggio di una scuola perugina che intende, e ha già cominciato, stipulare rapporti con l’istituto slovacco. Studentesse e studenti del Saru hanno partecipato – e continueranno a farlo – a borse di studio per imparare la lingua e cultura italiana presso l’Università per Stranieri. Insomma, penso che la cultura sia il filo rosso che può e deve collegare questi due paesi.

Come ha trovato Bratislava, la conosceva?

WB: No, a Bratislava non ero mai stato, la conoscevo soltanto come più antico gemellaggio che abbiamo, è una città che  in generale i perugini conoscono abbastanza. In connessione al gemellaggio, del resto, a Perugia esiste una birreria-pub-ristorante che si chiama Bratislava, molto bella, mentre a Bratislava esiste l’Hotel-ristorante Perugia.

Sapeva che il Perugia è stato il primo strip-bar in Slovacchia?

WB: Sì, me lo ha detto prima il sindaco… [sorride con qualche imbarazzo.. – NdR]

Milan Ftacnik: tre aree di interesse: cultura, turismo, cooperazione economica

50 anni sono davvero un anniversario speciale. Cosa ha guadagnato la città di Bratislava da questo patto di gemellaggio con Perugia?

MF: Se penso a quanto sono lunghi 50 anni nella storia… l’Europa nel 1962 era completamente diversa da ora. Bratislava si trovava oltre la cortina di ferro, e l’Italia era parte del mondo democratico e parte dell’Unione Europea. Ora, dopo 50 anni, noi siamo entrambi membri di quell’Unione Europea, siamo paesi democratici, stiamo lavorando insieme sul futuro dell’Europa, sul futuro dei nostri paesi e delle nostre città. Direi che la situazione è completamente cambiata. Ci sono stati momenti diversi in questa storica cooperazione. In certe aree abbiamo avuto una buona collaborazione. Abbiamo qui a Bratislava l’Hotel Perugia, c’è una Birreria Bratislava a Perugia… sono segnali che siamo città gemelle, e buoni partner. Ma in certi periodi la cooperazione si è fermata. Per questo, il 50° anniversario è una sorta di incentivo per ravvivare la cooperazione tra le due città. È vero che come città capitale noi abbiamo interesse anche a una cooperazione con Roma, capitale d’Italia. Ma dal punto di vista della tradizione, con Perugia abbiamo 50 anni di tradizione, molte relazioni si sono sviluppate tra le persone delle due città. Noi possiamo guadagnare molto dalla collaborazione con Perugia, nella sfera culturale, e in molti altri settori. Questa è stata la ragione per noi per avere accettato con piacere di realizzare i Giorni di Perugia a Bratislava e celebrare l’anniversario.

C’è stato qualche obiettivo o progetto specifico nel quale è stato ottenuto un risultato concreto in questi cinquant’anni? E quali saranno gli obiettivi per i prossimi cinquanta?

MF: Negli ultimi dieci-quindici anni questa cooperazione si è molto rallentata… Dunque questa è un’opportunità da cogliere per rianimarla, con l’incontro dei due sindaci, e con l’incontro tra due delegazioni che domani [sabato – NdR] avranno una discussione ufficiale su quali saranno le aree di interesse della futura cooperazione. Per prima cosa io direi cultura. La cultura è il miglior ambasciatore e gli scambi culturali tra Bratislava e Perugia possono essere molto profittevoli. Abbiamo qui un gruppo di musicisti italiano, artisti di Perugia [la P-Funking Band – NdR], che è stata per noi in questi giorni un’esperienza fantastica. Vorremmo inviare i nostri artisti a Perugia per portarvi la cultura slovacca. La seconda area di cooperazione può essere quella del turismo. Noi vogliamo attirare i turisti italiani a visitare la nostra città e la Slovacchia in generale, e vorremmo invitare allo stesso tempo i turisti slovacchi che vanno in Italia a visitare Perugia. Discuteremo di cosa possiamo fare come amministrazioni comunali per aiutare le agenzie turistiche e gli enti turismo a incrementare il numero di turisti tra Slovacchia e Italia. Quale terza area di interesse direi la cooperazione economica. Abbiamo molti investitori italiani attivi in Slovacchia. Vogliamo discutere di come aiutare questo movimento con le attività comunali, e aiutare gli imprenditori a indirizzarsi verso i nostri territori per avviarvi un’impresa.

Oggi [venerdì 22 giugno – NdR] le due delegazioni si sono recate al liceo Gymnazium L.Saru per riconfermare una vecchia cooperazione.

MF: Questa è davvero una cooperazione unica, perché il Saru è l’unica scuola slovacca dove la lingua di insegnamento è l’italiano. È una scuola bilingue, con l’italiano al primo posto, e lo slovacco soltanto al secondo. È un’opportunità fantastica per gli studenti slovacchi per imparare la lingua italiana nella sua totalità, dato che in tutte le materie vengono istruiti in italiano, e poi possono usare queste competenze e conoscenze ottenute al ginnasio in attività che riguardano l’Italia. Ci sono aziende italiane attive in Slovacchia che assumono questi studenti, che parlano perfettamente italiano e che pertanto possono anche andarsi a cercare un impiego in Italia. È un grande vantaggio di questa scuola secondaria che insegna in italiano. Sono felice che il sindaco di Perugia abbia visitato la scuola incoraggiandola a continuare in questa attività perché è molto proficua per la Slovacchia e spero anche per l’Italia.

Lei è stato una volta a Perugia quando ancora non era sindaco. Quali sono i suoi ricordi di quella città? Quali souvenir virtuali ha riportato dalla sua visita?

MF: Ricordo la bellezza e storicità di ogni pietra di Perugia, con l’abitato storico in una magnifica posizione in cima a una collina. Ho chiesto al Sindaco Boccali chi ha costruito le scale mobili che trasportano i turisti dai parcheggi ai piedi della collina fino al centro storico. Mi ha detto che è stata un’idea brillante di un ingegnere, che ha permesso di liberare le strette strade del centro perugino dalle automobili. Oggi nel centro storico non ci sono auto, ma ci sono molti turisti. Questa è una cosa che vorrei portare anche a Bratislava: avere un centro storico libero dalle vetture, a disposizione di turisti e cittadini. Le auto dovrebbero rimanere fuori. Quindi questa soluzione geniale di portare la gente in centro con scale mobili è il primo ricordo. Ma poi ci sono ovviamente il centro di Perugia, il municipio con i suoi molti affreschi, la splendida fontana sulla piazza principale. Ora vorrei ritornarci per rendere la visita alla nostra città gemellata e portare con me un pezzo di cultura slovacca per il pubblico perugino.

È interessante l’idea di liberare il centro dalle automobili. Ma come pensa di farlo? Bratislava non ha già un’enorme insufficienza di parcheggi? Quali sono i suoi progetti al riguardo?

MF: Stiamo iniziando una vasta discussione a Bratislava sulle regole di una politica di parcheggi e vorremmo stabilire una precedenza per i residenti. Chi vive nel centro storico dovrebbe avere la possibilità di parcheggiare per primo. Solo in seguito, i parcheggi possono essere disponibili per i visitatori, per coloro che vengono a lavorare in centro dai sobborghi della città. Al momento questi arrivano e parcheggiano ovunque, e dovrebbero invece parcheggiare fuori, in aree ai confini della città, muovendosi poi con i servizi pubblici. Questo è l’obiettivo che ci siamo posti, e ora stiamo discutendo dei principi di base per una politica di trasporto che intendiamo introdurre dal prossimo anno. Comprendo che una parte dei conducenti saranno contrari a una tale decisione, ma dobbiamo realizzare politiche che siano a favore di Bratislava e dei suoi cittadini. Non si tratterà di cambiamenti drastici, tuttavia. Cominceremo nel 2013 con le linee basi, e poi nel corso del tempo aggiusteremo il tiro ove necessario, con un approccio progressivo di regolamentazione con addizioni successive.

(fotografie gentilmente concesse dal Comune di Bratislava – bratislava.sk)

(Pierluigi Solieri)

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