Chiudono i festeggiamenti e inizia una nuova era di relazioni tra Perugia e Bratislava

Il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali (sx) con il sindaco di Bratislava Milan Ftacnik

Si sono conclusi ieri i “Dni Perugie” di Bratislava, i giorni dedicati al 50° anniversario del gemellaggio tra Perugia e  Bratislava, che hanno animato le strade della capitale slovacca in particolare con musica e prodotti della sapienza artigiana e gastronomica umbra. Dopo la partenza della delegazione perugina, rimane agli atti un documento firmato da entrambi i sindaci, Wladimiro Boccali e Milan Ftacnik, che rifonda con rinnovato vigore il Patto di Gemellaggio siglato dai loro predecessori Francesco Innamorati (prosindaco a Perugia) e Pavol Tomas (presidente del Comitato nazionale della città di Bratislava) il 28 luglio 1962. Quel patto di amicizia e collaborazione a lungo termine, istituito tra due città che appartenevano in Europa a due blocchi avversari, incarnava materialmente, come era nello spirito iniziale dei gemellaggi, un ponte tra Ovest ed Est del continente, tra un “di qua” e un “di là” di due raggruppamenti di stati che obbedivano a diverse concezioni dello Stato, e, in definitiva, della democrazia.

Oggi, in un modo completamente rinnovato, sotto l’emblema dell’Europa unita, quel rinnovo, la cui firma ha avuto come scenario le sale di rappresentanza del comune nel Palazzo del Primate con i noti e preziosi arazzi, è un ulteriore passo per vedere di stringere ancora di più la collaborazione tra enti locali, tra cittadinanze, vera scintilla di avviamento di quel motore a lenta combustione che è la progressiva acquisizione in Europa di uno stato di pace e prosperità, si spera permanente, dopo i disastri della seconda guerra mondiale e le disuguaglianze e ingiustizie della divisione successiva tra fronti contrapposti.

«Sappiamo che per gli esseri umani relazionarsi è d’importanza fondamentale. Arricchisce in modo complesso la nostra personalità, ci forma e si trasforma in ciò che costituisce la nostra identità», recita il discorso del sindaco slovacco preparato per questa occasione. «ln modo affine anche per quelle città che al giorno d’oggi non vivono come comunità chiuse, i rapporti amichevoli a carattere bilaterale rivestono un significato radicale», ha detto Ftacnik, «confido che i prossimi cinquant’anni saranno aperti a una nuova collaborazione, a nuove possibilità e a un’ancor più intensa opera di conoscenza reciproca».

«Sono accadute molte cose, e di importanza epocale», gli ha risposto Wladimiro Boccali rievocando i cinquant’anni di storia della collaborazione. «In questi grandissimi cambiamenti non è mutata la nostra amicizia, anzi si è rafforzata attraverso tante iniziative, scambi culturali, visite reciproche, operazioni commerciali. Abbiamo approfondito la nostra conoscenza e contribuito alla creazione di una Europa dei popoli e delle comunità, che certamente non è meno importante di quella degli stati. Credo che soprattutto oggi, mentre venti impetuosi minacciano di scuotere l’Europa, abbiamo bisogno di legami ancora più forti e profondi», ha detto il perugino con non celato orgoglio.

Il patto originale di gemellaggio del 1962 /prima e ultima pagina (clicca per ingradire)

Ad aprire e chiudere i Dni Perugie sono stati il ritmo della street band perugina P-Funking Band (malamente introdotta dalla presentatrice sul palco di Hlavne Namestie come Fucking Band, forse pensando tra sé e sé a un fucking-good – inteso come una super band!) che ha indotto un nutrito pubblico a dimenarsi con convinzione e seguire i numerosi musicisti in una breve parata per le vie del centro. La stessa banda si è ripetuta poi sabato sul lungofiume di Eurovea+T-Com Plaz e domenica in Primacialne Namestie. Venerdì pomeriggio è stata aperta la mostra “Perugia 1962-2012 – Immagini di un cambiamento”, visibile alla sala Justiho Sien del Palazzo del Primate, che mostra la trasformazione del capoluogo umbro da centro rurale a città moderna, vivibile e preziosa, con una esuberante vita sociale e culturale che ha accompagnato una notevole crescita demografica. I grandi eventi che oggi la caratterizzano, come l’Umbria Jazz o Eurochocolate, ne fanno una metà anche di turismo di massa alternativo a quello delle bellezze architettoniche e artistiche note ovunque (basta menzionale la Galleria Nazionale dell’Umbria per aver già messo sul piatto una ricchezza che è vanto dell’intera Italia). La mostra mette in evidenza tutto questo con immagini storiche, rilevando per esempio i successi ottenuti in campo sportivo (il calcio con il Perugia in serie A, il pugilato con Gianfranco Rosi pluricampione mondiale superwelter, la pallavolo con il team femminile campione in Italia e in Europa), o in campo urbanistico (le scale mobili che hanno spostato il traffico all’esterno delle mura e, ultima meraviglia, il Minimetrò, metropolitana leggera di superficie). E poi il futuro, che vede ancora una volta la cultura in primo piano: Perugia è candidata assieme alla vicina Assisi per il titolo di Città Europea della Cultura 2019 (vedi www.perugiassisi2019.eu).

In questi giorni alcune bancarelle di produttori umbri sono state ospiti presso il Palazzo Primaziale, dove hanno potuto offrire la loro migliore produzione (e tradizione) di oli, vini, pelletteria, e altro artigianato. Molto frequentata la bancarella con la tipica porchetta umbra.

La P-Funking Band sul lungofiume a Eurovea

I due sindaci hanno fatto visita insieme, nella giornata di venerdì, al liceo Gymnazium L.Saru, unica scuola in Slovacchia che ha l’italiano come prima lingua e che sforna da molti anni quelli che poi diventano spesso quadri nelle aziende italiane in questo paese. Dal liceo slovacco non pochi studenti si recano poi a proseguire gli studi in Italia, rendendo di fatto questi ragazzi, e le loro future famiglie, indissolubilmente legati al Belpaese per il resto della loro vita. Al Saru, il Sindaco Boccali ha consegnato al Preside Pavol Sadlon, grande amico dell’Italia, un messaggio di una scuola perugina che ha già iniziato a collaborare con il liceo slovacco. Boccali ha anche premiato una studentessa diciassettenne del terzo anno con un soggiorno gratuito a Perugia per un corso di lingua e cultura italiana presso l’Università per Stranieri, la più grande istituzione del nostro Paese indirizzata in particolare a questa tipologia di studenti.

Erano a Bratislava con la delegazione perugina anche Ezio Camilletti e la moglie Darina Krakovska, coppia simbolica e rappresentazione umana del patto tra le città: lei, originaria di Bratislava, si recò a Perugia nel lontano 1962 con un gruppo folk slovacco per la cerimonia di gemellaggio. Conosciuto il Camilletti, nel giro di breve si sposarono e da allora vivono in Umbria.

Avendo avuto l’occasione di fare due parole con entrambi i sindaci, proporremo le loro parole in altro articolo domani.

(Pierluigi Solieri)

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