La crisi non ferma i salumi italiani: nel 2011 fatturato stabile e boom dell’export

Sono stati diffusi nei giorni scorsi i dati 2011 relativi a produzione e consumi dei salumi italiani, che evidenziano come, pur fra qualche luce e molte ombre, lpanno scorso è stato ancora un anno tutto sommato positivo per il settore dei salumi italiani; dopo un 2010 eccezionale e nonostante le notevoli difficoltà legate all’andamento macroeconomico e alla crisi, il settore è riuscito a cogliere un notevole successo sui mercati esteri e a limitare le perdite su quello interno.

Le esportazioni di salumi italiani hanno toccato il record storico di 1 miliardo e 40 milioni di euro (+6,8%) per un totale di 138.000 ton (+10,5%) nonostante il rallentamento evidenziato dal commercio mondiale e l’acuirsi delle tensioni finanziarie; avrebbe potuto fare anche di più e di meglio se la presenza di divieti di natura igienico-sanitaria non ne avessero ridotto il potenziale.

Inoltre, a differenza di altri comparti, il settore non ha beneficiato di alcun effetto rimbalzo, non avendo conosciuto negli ultimi 5 anni, neppure nell’annus horribilis 2009 una caduta delle esportazioni.

«Il 2011 è stato un anno particolarmente complesso anche per i produttori di salumi», ha affermato Lisa Ferrarini, Presidente di Assica; «la crisi economica, la difficile situazione dell’accesso al credito, il calo dei consumi e gli aumenti delle materie prime sono stati i maggiori problemi con cui ci siamo inevitabilmente dovuti confrontare e che hanno indebolito il settore aumentando le preoccupazioni per un 2012 che non è certo iniziato bene».

Fortunatamente, ha continuato Ferrarini, «le imprese hanno reagito riqualificando la propria offerta sul mercato interno e moltiplicando gli sforzi per cogliere le opportunità offerte dai mercati esteri in particolare quelli extra UE». Il settore ha nel complesso mostrato una buona capacità di resistenza, ha continuato, «ma il pesante calo nella domanda interna ha inevitabilmente penalizzato produzione e consumi».

Per quanto riguarda i singoli salumi, prosciutto crudo e cotto hanno ulteriormente rafforzato la loro posizione di prodotti leader del settore, evidenziando rispetto all’anno precedente un leggero incremento: la produzione di prosciutti cotti è, infatti, arrivata a 287.900 ton e quella di prosciutti crudi a 308.300 ton. In crescita sono risultate anche le quantità prodotte di mortadella, salite a 177 mila ton per un valore di 682 milioni di euro e soprattutto di würstel che hanno raggiunto il ragguardevole traguardo delle 67.200 ton per un valore di 235 milioni di euro. Molto bene anche lo speck che ha evidenziato una marcata crescita sia dei quantitativi prodotti e del fatturato, mentre è stata registrata una contrazione per il salame la cui produzione si è fermata a quota 110.400 ton per un valore di 915 milioni di euro, così come anche il mercato della pancetta e della coppa. L’anno, infine, è stato ancora faticoso per la bresaola sempre alle prese con le difficoltà legate derivanti dall’altro costo della materia prima.

(Fonte mondodelgusto.it)

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