Due sloveni saranno processati per traffico di sostanze per la produzione di droga

L’ufficio della Procura speciale ha accusato due cittadini sloveni di traffico di anidride acetica, elemento che può essere utilizzato per la produzione di eroina. Gli accusati, descritti solo come Sebastian M. e Alen Z., erano due delle 11 persone che avrebbero organizzato il transito di 10.000 litri di anidride acetica, per un valore complessivo di 300.000 euro dalla Slovacchia alla Turchia nel 2010, attraversando Ungheria, Romania e Bulgaria. I due, che sono attualmente in custodia cautelare, potrebbero passare i prossimi 25 anni in prigione o addirittura ricevere una condanna a vita. Uno degli uomini è anche accusato di possesso illegale di armi belliche.

Il capo della polizia Tibor Gaspar ha detto che sono stati sentiti 25 testimoni nel caso, e che la polizia ha perquisito sei case durante l’inchiesta. Le indagini hanno coinvolto anche gli altri paesi di transito, come l’Ungheria, dove le autorità hanno sequestrato altre sette tonnellate di anidride acetica.

La questione risale al 2010, quando un camionista ceco è stato arrestato in Turchia dopo aver trasportato la merce fino in Turchia, ignaro di tutto. Un’operazione di polizia internazionale sostenuta da sette paesi, infatti, intendeva prendere una volta a destinazione i pesci grossi di un traffico di droga. Ma qualcosa è andato storto e il conducente del camion finì in carcere e vi trascorse il Natale.

La polizia slovacca seguì da Dunajska Streda (regione di Trnava) fino a Istanbul il carico del camion, che secondo la documentazione trasportava 15 tonnellate di un disinfettante. All’arrivo, però, nessuno ha scaricato il camion perché la società destinataria del carico ha detto che non aveva ordinato alcuna sostanza chimica. L’azione della polizia risultò dunque un flop, e la polizia turca arrestò il conducente, anche se avrebbe dovuto conoscere i dettagli dell’operazione. Al conducente è stato poi vietato di entrare in Turchia per un anno, impedendo all’uomo, innocente, di svolgere il suo lavoro in quanto la società di trasporti per cui lavorava è specializzata nella spedizione di merce in Turchia.

La Slovacchia ha sempre sostenuto di non aver commesso errori e ha difeso il piano d’azione dicendo che l’errore è stato fatto dalla polizia turca. Il governo slovacco ha comunque compensato l’autista ceco con 25.000 di risarcimento.

(Fonte Tasr, Sme)

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