Strage di Hurbanovo: l’agente di polizia accusato ufficialmente, rischia fino all’ergastolo

Un investigatore dell’ufficio della lotta contro la criminalità organizzata ha accusato il 51enne Milan J. di omicidio premeditato, violazione di domicilio e detenzione illegale di una pistola. L’accusato, un agente della polizia municipale di Svaty Peter, un piccolo villaggio nel sud della Slovacchia, avrebbe ucciso a colpi di arma da fuoco tre cittadini rom, e ferito gravemente altri due, entrando nella loro casa a Hurbanovo sabato mattina 16 giugno. Se riconosciuto colpevole, l’imputato rischia fino a 25 anni di carcere o l’ergastolo, segnala l’agenzia Sita.

Il portavoce della polizia di Stato, Michal Slivka, ha confermato che la pistola utilizzata nella sparatoria, una CZ 52, non aveva alcuna licenza per l’utilizzo. Quel tipo di arma era in uso alle Forze armate cecoslovacche, e quando negli anni ’80 i militari aggiornarono la propria dotazione con nuovi modelli sembra che fosse molto semplice acquistarle senza alcun documento.

L’agente Milan Juhas (indicato in un primo momento come Milan J.) avrebbe guidato la sua auto fin davanti alla casa della famiglia rom sterminata, in via Komarnanska 5 a Hurbanovo, è sceso e ha iniziato a sparare uccidendo un uomo di 44 anni, suo figlio di 19 e il genero di 24. Sono in ospedale con varie ferite il secondo figlio dell’uomo, colpito al petto e considerato grave ma stabilizzato, e la nuora, ferita a una gamba. Dietro al fatto la polizia non ritiene ci sia un movente razziale, ma piuttosto un conflitto personale. L’agente conosceva le persone di quell’abitazione, che erano pregiudicate, per aver fatto sopralluoghi e qualcuno a quell’indirizzo era stato fermato per rapina nei giorni scorsi. Secondo alcuni, il poliziotto potrebbe aver avuto loschi traffici con gli assassinati. Milan Juhas è stato arrestato due ore dopo gli omicidi presso la villetta del sindaco che non era in casa. Ha detto agli inquirenti di non ricordare cosa fosse successo.

Dopo l’incidente, la polizia ha intensificato il servizio di pattuglia in zona. I rom che vivono in città – 800 secondo una nota dell’ufficio del governo per le minoranze – avrebbero minacciato vendetta, e si sentono sotto tiro, ha riferito il quotidiano Sme.

Il sindaco di Hurbanovo Margita Zemkova sta cercando di calmare gli animi apparendo in trasmissione su una locale tv via cavo. Il vicesindaco Karol Lovasz ha dichiarato che la cittadina non ha mai avuto seri problemi con i residenti rom e esistono insediamenti specifici per i rom, ha scritto Sme.

L’episodio di Hurbanovo evoca la strage di Devinska Nova Ves, quartiere occidentale di Bratislava, quando nell’agosto 2010 Lubomir Harman sparò con il suo fucile d’assalto modificato 140 colpi in totale in una follia omicida iniziata nell’appartamento dei vicini chiassosi. Una famiglia di cinque rom è stata annientata in casa, poi l’omicida è uscito in strada continuando a esplodere colpi contro qualunque cosa vedesse muoversi. Ha così assassinato anche un uomo davanti al portone del suo palazzo, e una donna che era uscita sul balcone per capire cosa succedeva. L’uomo ha continuato a sparare anche contro la polizia arrivata sul posto, ma quando si è visto accerchiato dalle forze speciali ha rivolto l’arma contro di sé uccidendosi. Nell’aggressione sono anche rimaste ferite altre quindici persone. Nell’occasione il governo di Iveta Radicova, da poco insediato, decise di istituire un giorno di lutto nazionale.

(La Redazione)

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google