Liquidazioni d’oro: i membri KDH licenziati rimborseranno i loro bonus

L’onda dei troppi casi di liquidazioni d’oro per una serie di top manager di imprese di Stato, in gran parte facenti capo al Ministero dei Trasporti guidato tra il 2010 e il 2012 dal leader cristiano-democratico (KDH) Jan Figel, ha creato un po’ di scompiglio proprio tra le fila di quel partito, dove sono in molti a chiedersi come sia stato possibile per il Ministro firmare contratti così poco etici, soprattutto in un momento dove tutti tirano la cinghia. I cosiddetti “paracadute d’oro” più generosi sono stati garantiti al capo di Slovenska Posta Marcela Hrda (178mila euro), circostanza che ha fatto scoppiare il caso, e soprattutto all’interno del comparto ferroviario, dove all’ex direttore generale di ZSSK Pavel Kravec è stata assegnata una gratifica di 170.000 euro e al consigliere Pavol Tarcala altri 107.000 euro. Tutti erano stati nominati dal governo di centro-destra quali candidati del partito KDH.

Lo stesso ex Ministro dei Trasporti Figel si era detto sorpreso per quelle somme così ragguardevoli, per il licenziamento dei funzionari a nemmeno due anni dalla loro nomina. Ha fatto molto rumore nei giorni scorsi la proposta del deputato KDH Radoslav Prochazka, un duro e puro, che suggeriva di rimborsare allo Stato quei soldi utilizzando i fondi del partito. La legge, però, non lo permetterebbe, secondo suoi colleghi. «Sono rimasto sorpreso dalla proposta del noto avvocato Radoslav Prochazka, che non sa che i partiti non possono gestire i propri fondi come vogliono. Un auditor non riconoscerebbe il denaro trasferito dal partito sul conto di una società statale come elemento idoneo», ha detto il vice presidente di KDH Pavol Abrhan. Secondo lui, la proposta di Prochazka significherebbe violare la legge. Piuttosto, i membri di KDH Pavel Kravec e Pavol Tarcala restituiranno le somme ricevute.

I due manager Kravec e Tarcala, entrambi membri del partito, hanno accettato in effetti di restituire i bonus, e di lasciare il partito, al fine di evitare di danneggiare il buon nome di KDH. Secondo Figel, la loro decisione è un passo senza precedenti e un esempio per gli altri. Ci sono comunque anche altri nominati KDH che non sono membri del partito e che hanno ricevuto comunque bonus molto alti dopo essere stati licenziati a seguito del cambio di governo. Da un calcolo approssimativo fatto nei giorni scorsi sarebbero almeno 1,5 milioni di euro i soldi necessari per pagare le gratifiche ai manager silurati con contratti d’oro nominati da Jan Figel, secondo la nuova gestione Smer-SD del Ministero dei Trasporti. Un altro calcolo riportato dai media (per esempio Pravda) parla di un totale di circa 3 milioni di euro, considerando le altre aziende a partecipazione statale (totale o parziale) ricadenti nelle aree dei Ministeri delle Finanze, Economia e Ambiente.

Una gratifica di fine rapporto “normale” per i manager delle imprese statali, ha detto il Ministro dell’Economia Tomas Malatinsky, dovrebbero stare tra le tre e le dodici mensilità. Tutto quello che va oltre, ha detto a Tasr, «è certamente esagerato». Il Primo Ministro Robert Fico (Smer-SD) è a favore di un sistema di bonus per i super-manager delle aziende statali che li motivi e li faccia rispettare per il loro lavoro. «Ma questo non può significare, però, che loro si fanno così letteralmente una fortuna», ha rimarcato Fico.

Il leader di KDH Figel, comunque, non ci sta a fare la figura del brutto e cattivo, ha accettato solo una parte di colpa (il contratto con la Hrda di Slovenska Posta, ma solo per una gratifica di 12 mesi) e ha sfidato il Premier Fico chiedendogli di pubblicare tutti i bonus pagati ai manager statali negli ultimi 10 anni, tra i quali si sa esserci anche casi di nominati Smer che sono andati a casa con ricche buste. Un caso sui media in questi giorni è quello di Miroslav Rapsik, che nel 2010 è stato cacciato da SEPS (il sistema di elettrificazione e trasmissione slovacco) con oltre 100mila euro di bonus, e due anni dopo avrebbe di nuovo vinto un concorso con 44 partecipanti per ritornare a dirigere l’ente. Si attende comunque la decisione del Ministro dell’Economia Malatinsky che ha espresso qualche dubbio.

Alla prossima sessione del Parlamento, il 19 giugno, è stata annunciata una manifestazione popolare contro l’ESM e anche contro i paracadute d’oro.

(La Redazione)

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