Trapianti: modifica di legge intende fermare il traffico di tessuti umani all’estero

Dopo il recente clamore dei media sul caso di un istituto clinico privato che ha esportato tessuti umani messi a disposizione da donatori deceduti, invece di utilizzarli per i pazienti slovacchi, l’Autorità di vigilanza sanitaria slovacca (UDZS) ha proposto una regolamentazione delle esportazioni di tessuti umani verso altri paesi, nell’ambito dell’attuale revisione interdipartimentale della modifica alla legge per l’assistenza sanitaria.

«Tenendo conto della grande importanza per la società e dell’aspetto etico dell’esportazione dei tessuti umani dei nostri cittadini defunti, riteniamo inevitabile adeguare le condizioni di importazione e soprattutto esportazione di tessuto umano non solo verso i paesi terzi, ma anche ad altri stati membri dell’UE con lo standard giuridico utilizzato in altri paesi sviluppati», afferma l’autorità in una nota. Ha aggiunto che per raggiungere lo scopo si propone di introdurre meccanismi legislativi che impongano un preventivo permesso del Ministero della Sanità per operazioni quali l’importazione e l’esportazione, limitando questo commercio alla condizione che il suo scopo ultimo sia il trapianto di tessuto umano sul corpo di un paziente, limitando così il traffico di questi materiali così particolari per altri usi non autorizzati.

La legislazione slovacca infatti, al contrario di quasi tutte le altre dei paesi UE, non prevede restrizioni o autorizzazioni particolari all’utilizzo o alla rivendita di tessuto umano. La modifica legislativa intende definire con una certa precisione i modi della donazione e il range di utilizzo dei materiali donati, all’interno di un protocollo gestito dal Centro nazionale trapianti slovacco. Una questione trattata dall’emendamento è anche quella della tracciabilità, rendendo possibile conoscere l’intero percorso del tessuto trapiantato dal donatore al ricevente, per un periodo di almeno 30 anni dopo la donazione.

(La Redazione, Fonte Sita)

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