Lutto nazionale oggi in Italia per i terremotati emiliani

Oggi giornata di lutto nazionale in Italia, a seguito delle scosse di terremoto in Emilia del 20 e 29 maggio scorso che aveva fatto in totale 24 vittime e oltre 350 feriti. I danni già ingenti sono stati addirittura amplificati da un’ulteriore scossa avvertita alle 21:20 della serata di ieri (domenica) in tutta la pianura padana, e addirittura anche a Bolzano e Firenze. Si è trattato ancora una volta di un sisma oltre il grado 5 della scala Richter, precisamente una magnitudo 5.1, smentendo in questo modo tutte le previsioni di uno sciame sismico in progressivo allentamento. Sono centinaia le scosse avvertite dalla popolazione locale. E parecchie decine di esse hanno colpito anche le sicurezze dei cittadini dei capoluoghi di provincia, in particolare di Modena, dove nonostante i danni piuttosto limitati, soprattutto ai piani alti c’è paura a dormire a casa.

Ieri sera si sono registrati danni soprattutto nei centri abitati già chiusi dalle recinzioni delle zone rosse, con nessuna vittima o ferito riportato. Solo una gran paura. E, tra le altre cose, è crollato uno dei simboli della violenta scossa precedente (5.8), la settecentesca torre dell’orologio di Novi di Modena, già pericolante da martedì scorso. La situazione degli sfollati (oltre 14mila) non accenna a migliorare, dato che dopo due settimane di scosse la terra continua a tremare, e a mostrare strani fenomeni mai visti prima in Italia come la novità della liquefazione delle sabbie, che è specialmente visibile sul fronte ferrarese del territorio colpito, con melma sabbiosa salire in superficie dalle notevoli fratture create nel terreno, a volte larghe quasi un metro.

Dopo la parata del 2 giugno, decisamente ridimensionata ma comunque voluta dal Presidente Napolitano, disertata dai politici e senza colpi ad effetto, bande musicali e armamenti pesanti, e nemmeno le Frecce Tricolori, che lascia spazio a chi pensava che tutto sommato era meglio annullarla, oggi dunque le bandiere delle amministrazioni statali e locali in tutta Italia sono state lasciate a mezz’asta, in un giorno che nelle zone colpite ha visto un forte maltempo con piogge incessanti. Data l’allerta meteo che non si fermerà tanto presto, la Protezione civile sta allestendo nuovi letti nelle tende “ufficiali” per permettere di ripararsi anche a coloro che non avevano richiesto assistenza e dormivano in proprie tende private posizionate su prati e parchi cittadini.

Confartigianato conferma che è stato colpito l’80% delle strutture produttive locali. In valore di prodotto interno lordo si tratta di cifre ingenti, considerando che la bassa modenese ha un PIL che vale circa l’1% di quello nazionale. Per quanto riguarda i fondi, il capo della Protezione civile Gabrielli ha citato la disponibilità di 2,5 miliardi di euro in un biennio, mentre la Commissione Europea si è dimostrata disponibile a dare circa 200-250 milioni di euro dal Fondo europeo di solidarietà, come ha detto il Commissario Tajani in visita ieri alle zone ferite dal sisma. Solo per le strutture industriali e artigianali, sono stati stimati almeno 5 miliardi di euro di danni. Danni sono stati registrati anche nel capoluogo Modena, con la chiesa di San Biagio e il Tempio monumentale che destano preoccupazione tra gli esperti: per il ripristino dell’agibilità potrebbero essere necessari alcuni mesi di lavoro. Rimane chiuso per accertamenti il palazzo dei Musei in largo Sant’Agostino: i tecnici strutturisti devono valutare lesioni e crepe comparse principalmente nei Musei civici e nella Pinacoteca Estense. Intanto la scossa di ieri ha bloccato i lavori di controllo degli ingegneri che stavano valutando l’agibilità degli edifici pubblici in tutta la provincia. Ora è tutto da rifare. Scuole ancora chiuse, a pochi giorni dalla fine dell’anno scolastico.

(La Redazione)

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