Il Ministro degli Esteri slovacco a Budapest inizia discussione su Gabcikovo

Il capo della diplomazia slovacca Miroslav Lajcak ha incontrato venerdì a Budapest la sua controparte ungherese Janos Martonyi, anche per discutere della disputa ancora irrisolta che riguarda il progetto idroelettrico comune Gabcikovo-Nagymaros sul Danubio. I due ministri hanno convenuto che le relazioni tra Bratislava e Budapest sono oggi in realtà meglio di quanto non appaia sui media.  Entrambi tuttavia riconoscono che esistono questioni sulle quali le opinioni dei paesi differiscono, una di queste è appunto quella di Gabcikovo. «Si tratta del nostro primo incontro, per il quale ci siamo dati tempo sufficiente per preparaci», ha detto Lajcak, lasciando intendere che l’obiettivo è trovare una soluzione comune.

Il governo ungherese aveva annunciato in aprile che avrebbe cercato di riprendere i negoziati con la Repubblica Slovacca su una potenziale revisione del trattato bilaterale sul progetto idroelettrico sul Danubio, elaborandone uno nuovo che in modifica o sostituzione del vecchio accordo del 1977. Il nuovo trattato dovrebbe essere redatto in conformità alla sentenza della Corte internazionale di giustizia dell’Aia, che nel 1997 ordinò a entrambe le parti di ricomporre la controversia e di trovare un’intesa. Secondo il portavoce del Ministero degli Affari Esteri slovacco, Boris Gandel, hanno già avuto luogo i primi contatti informali per trovare un approccio comune e preparare i negoziati ufficiali.

Martonyi ha elogiato l’atteggiamento del nuovo governo slovacco nel voler sviluppare le relazioni con i vicini ungheresi, e Lajcak ha gradito l’invito per una visita ufficiale a Budapest al Presidente slovacco Ivan Gasparovic. I due hanno aperto la questione Gabcikovo-Nagymaros, e gruppi bilaterali di lavoro dovrebbero riunirsi a breve e discutere dell’attuazione della sentenza della Corte internazionale di giustizia.

I ministri hanno anche parlato della legge sulla cittadinanza dello Stato entrata in vigore in Slovacchia con il primo governo Fico. Lajcak ha sottolineato che la modifica alla legge, su cui il governo sta lavorando, si atterrà alla decisione della Corte Costituzionale slovacca e rispetterà le norme europee. «Il governo slovacco è risoluto nel preservare i diritti delle minoranze in Slovacchia», ha detto Lajcak.

Il progetto di grande diga sul Danubio fu avviato dal Trattato di Budapest del 16 settembre 1977 tra la Repubblica socialista cecoslovacca e la Repubblica popolare d’Ungheria, con l’obiettivo di prevenire inondazioni, migliorare la navigabilità del fiume e per produrre energia elettrica pulita. Solo una parte del progetto è stato realizzato in territorio slovacco perché l’Ungheria ha unilateralmente abbandonato la costruzione a causa di preoccupazioni ambientali, causando una controversia internazionale ancora irrisolta tra i due paesi. La zona è compresa, in zona slovacca, tra le località di Cunovo e Gabcikovo, a sed-est della capitale Bratislava, dove si è creato un largo bacino idrico e sono presenti una serie di chiuse per facilitare la navigazione commerciale e passeggeri. Le chiuse, gestite dalla Società slovacca di gestione idrica (SVP), hanno registrato lo scorso settembre il passaggio del 5 milionesimo passeggero e 300mila navi in 19 anni di funzionamento. Solo la scorsa estate sono passate dalle dighe di Gabcikovo oltre 300mila persone, su crociere turistiche o linee regolari passeggeri di compagnie di navigazione straniere. Grazie ad un impegno preso dal governo slovacco, il passaggio delle navi attraverso le chiuse di Gabcikovo è gratuito.

(La Redazione)

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