Edit Bauer, Europarlamento: parità retributiva ancora lontana, vanno rafforzate le leggi


Sono cinquant’anni che si parla di parità retributiva tra i sessi, e da altrettanto tempo si emettono leggi sulla questione, ma le donne sono sempre pagate meno rispetto agli uomini. L’eurodeputata slovacca Edit Bauer ha presentato la scorsa settimana una relazione sulla parità di retribuzione in assemblea plenaria al Parlamento Europeo dove spiega le conseguenze di questa ingiustizia sociale, tra crisi demografica ed evoluzione della visione della maternità.
Secondo la Bauer, non si tratta solo di un maggior rischio di povertà per le donne, ma anche del fatto che le conseguenze sono durature, fino alla tarda età e la morte, considerando che le statistiche mostrano un divario tra i generi in aumento con l’età. Le differenze riguardano ovviamente anche le pensioni. A lungo termine, ci sono conseguenze a livello demografico: nei paesi col minor divario c’è un tasso di natalità più elevato.
Cinquanta anni di legiferazione sulla parità salariale non hanno impedito che ancora oggi ci sia un 16-17% di differenza tra i generi. Le leggi, pensa l’eurodeputata, andrebbero rafforzate con l’imposizione di sanzioni, necessarie per far funzionare le cose. I membri UE hanno situazioni diverse per quanto riguarda i sindacati e le contrattazioni collettive, è necessaria più informazione e un sistema dei salari più trasparente, per esempio pubblicando una volta all’anno le griglie salariali. Infine, Edit Bauer sollecita le donne discriminate ad essere più attive sul piano legale: ci sono troppi pochi casi di discriminazione presentati in tribunale, andrebbero ripensate le istituzioni che lottano in questo settore.

(La Redazione)

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