Il Ministero delle Finanze resuscita l’idea di un aumento dell’accisa sul vino fermo

Ancora una volta lo Stato sta pensando di aumentare l’accisa sul vino fermo, che, allo stato attuale, è ancora a zero al contrario della tassa su birra e liquori. L’aumento dell’accisa dovrebbe essere parte del pacchetto di consolidamento in preparazione al Ministero delle Finanze, che ha discusso del tema con l’Associazione dei produttori di uva e vino (ZVHV), nonché con il Ministero dell’Agricoltura e dello Sviluppo rurale. Una prima riunione, ha detto Zuzana Gulova del Ministero dell’Agricoltura, «si è svolta a livello di Segretari di Stato dei Ministeri dell’Agricoltura e delle Finanze su un potenziale incremento delle accise sul vino e sul possibile sostegno per i produttori di vino». Al momento non sono è nota l’eventuale aliquota dell’accisa, né quando verrà introdotta.

Il Ministero delle Finanze non vuole commentare la proposta in corso, ma il Ministero dell’Agricoltura vorrebbe imporre l’imposta per compensare i produttori di vino nazionali, perché l’aumento dell’accisa andrebbe a colpire soprattutto l’importazione di vino a buon mercato. Mentre i produttori slovacchi verrebbero difesi dallo Stato con qualche forma di aiuti, che comunque devono essere approvati dalla Commissione UE.

L’associazione ZVHV è scettica sull’idea, pensando che qualsiasi aiuto di Stato avrebbe difficoltà a passare la resistenza dell’UE per il mercato del vino, che è strettamente regolamentato. Inoltre, difficilmente i sussidi statali copriranno le perdite dovute all’aumento fiscale. «In definitiva, questa misura danneggerà più i produttori domestici che gli importatori», sentenziano gli imprenditori vinicoli slovacchi.

(Red)

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