La tratta di esseri umani fa duecento vittime all’anno in Slovacchia, uomini e donne

La tratta di esseri umani organizzata da gruppi criminali in Slovacchia non si limita a mandare donne a lavorare come prostitute in Occidente, ma si dedicano anche allo sfruttamento di uomini disoccupati con offerte di lavoro all’estero, ha scritto il quotidiano Pravda in uno speciale martedì. Questi uomini per lo più provengono dalle regioni più povere del paese, nella Slovacchia orientale. Spesso sono assunti per svolgere pesanti lavori manuali in Europa occidentale, solo per scoprire più tardi di essere trattati come schiavi una volta raggiunto il paese di destinazione.

«I trafficanti sono molto amichevoli nei loro confronti all’inizio, e li trattano molto bene», afferma Zuzana Vatralova dell’Organizzazione Internazionale dei Migranti (IOM). «Quando arrivano nel paese ospitante, tuttavia, si trovano spesso strettamente controllati e imbrogliati, e vengono loro trattenuti i documenti di identità». In alcuni casi, ai lavoratori viene detto che verranno picchiati se contattano la polizia, o addirittura che verrà fatto del male alle loro famiglie in patria.

La Vatralova sostiene che la tratta di esseri umani può essere redditizia come il traffico di armi o droghe. Circa 200 slovacchi finiscono vittime di tale pratica ogni anno. Per questo, chi sta pensando di trovare un lavoro all’estero attraverso un’agenzia è fortemente consigliato di cercare più informazioni possibili sulla società di intermediazione, e se possibile tentare di parlare con qualcuno che ha già avuto esperienza con questa in passato.

(Fonte Pravda)

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