Ministro degli Esteri Lajcak in Serbia per conto della Commissione Europea

Il Ministro degli Esteri slovacco Miroslav Lajcak visiterà oggi la Serbia, anche a nome dell’Alto rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri e la Politica di sicurezza, Catherine Ashton, per la prima visita  dopo le recentissime elezioni presidenziali che hanno visto vincere a sorpresa Tomislav Nikolic, leader del conservatore Partito Progressista Serbo, che va a sostituire il moderato europeista Boris Tadic.

Lajcak, che nel Paese balcanico ha molti contatti e conosce un certo numero di politici serbi grazie a suoi precedenti incarichi UE in Bosnia e nei Balcani, si incontrerà con i rappresentanti dei principali partiti politici, portando anche messaggi della Ashton, nonché del Presidente della Commissione UE Barroso. Bruxelles, ha spiegato il ministro, vuole conoscere la situazione sul posto e acquisire familiarità con le informazioni che io riporterò, ha detto ieri all’agenzia Tasr.

Nikolic andrà a prestare giuramento nella prima metà di giugno, subito dopo l’insediamento del nuovo Parlamento, e darà l’incarico di formare un governo a un rappresentante del suo partito, arrivato primo col il 24% alle recenti elezioni politiche. Ma molti pensano sarà più probabile un governo guidato dal Partito Democratico di Tadic (22%), che potrebbe riprendere l’alleanza già sperimentata con i socialisti (14%). Si presuppone comunque un percorso abbastanza lungo per avere un governo, il che preoccupa Bruxelles per le questioni calde sul tavolo dei negoziati, tra l’adesione della Serbia all’UE e la ripresa del dialogo con il Kosovo.

La decisione degli elettori serbi deve essere rispettata, ha detto Lajcak, «non è importante ora quale governo ci sarà, ma piuttosto che tipo di priorità avrà. È importante per noi che il governo e il presidente serbi continuino nella scia pro-europea, naturalmente, perché sono convinto che sia il percorso migliore per la Serbia e la sua gente».

Il neo Presidente Nikolic si recherà questo sabato a Mosca per la sua prima visita all’estero, anche se non ufficiale, in quanto parteciperà al congresso del partito di Putin, Russia Unita, invito accettato prima delle elezioni. Ex nazionalista radicale, Nikolic si è convertito a posizioni più moderate, non contrario all’ingresso di Belgrado nell’UE. Ciononstante, matiene in politica estera un forte orientamento filo-russo. Nel passato di Nikolic una militanza nel nazionalista Partito Radicale, e strette relazioni con il suo capo Vojislav Seselj, oltre che una serie di controverse dichiarazioni su Ratko Mladic e Radovan Karadzic, tutti personaggi in giudicato alla Corte di Giustizia dell’Aja per crimini contro l’umanità nella guerra fratricida degli anni ’90.

(La Redazione)

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