In migliaia affollano Piazza SNP per celebrare la medaglia d’argento slovacca

Dopo nove anni all’asciutto di medaglie, la sensazione di euforia per  l’argento ha pervaso il Paese. E il motto dei festeggiamenti di ieri a Bratislava, in una piazza SNP completamente colma di tifosi, è stato Un argento che vale oro. Oltre 10.000 persone festanti hanno salutato la nazionale slovacca di hockey su ghiaccio di ritorno dal secondo posto strappato ai Campionati mondiali che si sono conclusi domenica a Helsinki. L’interesse enorme di pubblico ha fatto slittare le celebrazioni ufficiali che sono iniziate con un’ora di ritardo. L’autobus scoperto che ha sfilato con l’intera squadra per le strade della capitale era infatti continuamente rallentato da una folla gioiosa.

I primi giocatori ad essere introdotti sul palco sono stati Michal Sersen, Juraj Mikus, poi il portiere Jan Laco, Miroslav Satan e il capitano Zdeno Chara accolto da un coro di ovazioni. Il ceco Vladimir Vujtek, il coach che si è preso cura della squadra lo scorso anno dopo la modesta figura raccattata lo alla Coppa del Mondo giocata in casa, è stato lanciato in aria più volte dal team.

«Vorrei dire un bel grazie. La sensazione è incredibile, è per questa gente slovacca che ci siamo battuti. Buon divertimento a tutti», ha detto il capocannoniere slovacco al torneo Tomas Kopecky alla folla. Egli ha anche inviato un saluto al cielo indirizzato alla leggenda dell’hockey Pavol Demitra morto con i compagni del Lokomotiv lo scorso anno in un tragico incidente aereo.

«Questo viaggio dall’aeroporto, la gioia incredibile della gente, non se ne ha mai abbastanza. Anche se lo provi dieci volte, rimane sempre una sensazione viva e nuova», sono le parole di Satan, 37 anni, per molti anni nella NHL americana e ora allo Slovan Bratislava, uno dei migliori giocatori al Campionato, due volte a gol nella splendida vittoria in semifinale con i leoni cechi.

«Quando abbiamo battuto la Francia e poi il Canada, ho veramente cominciato a sperare di vincere una medaglia», ha detto il coach Vujtek, che ha affermato di non aver paura di tornare in patria nonostante la batosta rifilata alla Repubblica Ceca che ha poi portato a casa il bronzo. «Non ho paura, è solo sport. Penso che c’erano molti in Moravia che facevano il tifo per la Slovacchia», ha detto Vujtek, moravo di Ostrava, a cui la folla ha risposto con un sonoro «Vlado, dekujem!» (“Vlado, grazie”, in ceco).

Ricordiamo che tra le stelle riconosciute del torneo mondiale sono stati citati Jan Laco e Zdeno Chara, ben due slovacchi nominati per l’All Stars Team dei Campionati IIHF 2012.

(Fonte Tasr, La Redazione)

(Fotografie di Frantisek Rajesky)

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