Hockey: alla Slovacchia travolta dall’Orso Russo un argento più che meritato

La nazionale slovacca di hockey su ghiaccio ha perso ieri la finale del Campionato del mondo 2012 che si giocava ad Helsinki per mano della Russia con un secco punteggio 6:2. La gara aveva suscitato molte speranze negli slovacchi a dieci anni dal loro secondo attacco alla medaglia d’oro del 2002 (che avevano vinto quell’anno, dopo l’argento del 2000). La partita di ieri, bella e combattuta, non riflette comunque l’aridità dei numeri, e a scapito di una conclamata superiorità dei russi, la Slovacchia non ha fatto per nulla una brutta figura centrando un degno secondo posto che potrebbe essere un nuovo inizio dopo anni un po’ deludenti.

La Slovacchia ha preso il comando del punteggio all’inizio del primo tempo con gol del capitano difensore Zdeno Chara all’inizio del secondo minuto di gioco, ma la Russia ha recuperato a metà dello stesso tempo e le due squadre sono andate alla pausa in pareggio. Nel secondo periodo gli slovacchi non hanno potuto resistere al pressing offensivo della Russia, che schierava una lunga sequela di campioni delle maggiori organizzazioni dell’hockey mondiale (la lega Usa NHL e la russa KHL) e hanno subito tre gol nell’arco di nove minuti. All’inizio del terzo periodo la Russia ha segnato il suo quinto gol, riducendo al lumicino le speranze della Slovacchia. Il difensore Zdeno Chara ha in seguito segnato il suo secondo gol prima che la Russia scolpisse il risultato finale con un lampante 6:2 (1:1; 3:0; 2:1). Da ricordare il gesto commovente del capitano slovacco Chara, che a partita finita e per tutta la cerimonia di premiazione ha indossato la maglia del compianto compagno Palo Demitra sopra la sua, ricordando a tutti che quella vittoria appartiene anche all’ex capitano morto lo scorso anno nella tragedia aerea che ha decimato il team di hockey del Lokomotiv Yaroslavl.

Nonostante la mancata vittoria, la squadra slovacca è comunque stata sempre sostenuta dai suoi tifosi, sia nell’arena della capitale finlandese che nelle piazze slovacche dove migliaia di appassionati si sono riuniti a celebrare sui grandi schermi i propri beniamini nella missione impossibile di portare a casa un altro oro. Circa 10.000 persone, per esempio, si sono riunite a Bratislava per vedere la partita tra piazza Hviezdoslav e il centro commerciale Eurovea.

Del resto, più ancora del possibile oro, la soddisfazione maggiore i tifosi della Slovacchia se la sono presa quando la loro nazionale sabato ha escluso dalla finale la Repubblica Ceca, che ieri si è ben comportata portando a casa il bronzo. Nei confronti dei cugini cechi, infatti, i giocatori slovacchi hanno da sempre un complesso di inferiorità che li ha spesso fatti finire malamente i confronti diretti.

Con il suo secondo argento in tasca, il team di coach Vladimir Vujtek può anche pienamente festeggiare per i due principali obiettivi pre-campionato che col senno di poi erano anche abbastanza modesti: raggiungere i quarti di finale e vincere un posto ai Giochi Olimpici invernali di Sochi del 2014. La Slovacchia ha dunque guadagnato una medaglia dopo una pausa di nove anni (un bronzo nel 2003, sempre a Helsinki). La sua storica medaglia d’oro è invece arrivata l’anno prima, il 2001, ai Campionati mondiali in Svezia, vincendo per 4:3 sulla Russia. La quale, secondo gli esperti, ha vinto meritatamente il suo quarto titolo dell’era post-sovietica, del resto arrivando alla fine imbattuta con dieci vittorie su dieci del torneo 2012.

Oggi centinaia (più probabilmente migliaia) di fan saluteranno la squadra all’aeroporto di Bratislava e in seguito potranno acclamare i loro eroi in una parata attraverso la città fino alla piazza SNP. Intanto, Chara e il portiere Jan Laco sono stati nominati nell’All-Stars Team del torneo. Due slovacchi su sei, proprio niente male.

Il Presidente slovacco Ivan Gasparovic, al summit NATO di Chicago, ha ringraziato oggi i ragazzi dell’hockey per il magnifico risultato. Hanno fatto anche un buon lavoro in rappresentanza della NATO, ha detto scherzando il Presidente, «perché era una partita tra la NATO e la Federazione russa». Le relazioni con la Russia sono in effetti tra i temi in discussione al vertice di Chicago.

(P. Solieri)

Articoli più letti

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.