Corte di Bratislava respinge denuncia di Greenpeace su lavori alla centrale di Mochovce

Venerdì 11 maggio, come previsto, la Corte regionale di Bratislava ha preso la sua decisione sulla causa intentata da Greenpeace Slovensko contro l’Autorità di regolamentazione nucleare slovacca (UJD) per quanto riguarda il completamento della costruzione del terzo e quarto reattore alla centrale nucleare di Mochovce. Il tribunale ha respinto le ragioni degli attivisti di Greenpeace, che hanno subito dichiarato l’intenzione di impugnare la decisione ricorrendo. Di tutt’altro tono le parole del direttore dell’ufficio legale di UJD Martin Pospisil: «Valutiamo positivamente la decisione della corte», ha detto, con la «conferma della legittimità della procedura» espletata. Greenpeace ha contestato a UJD il fatto che la Valutazione di impatto ambientale (VIA) allegata alla documentazione iniziale per il completamento della centrale di Mochovce, risalente a metà degli anni ’80, non poteva essere valida per il progetto finale modificato con alcuni aggiornamenti che ha preso il via nel 2008. E che sarebbe stata necessaria una nuova VIA per poter iniziare a costruire, anche considerando la rilevanza ambientale del progetto.

UJD ha sostenuto dinanzi al giudice che permettere la modifica del processo di costruzione prima del completamento dei reattori non era né una nuova attività, né un nuovo ambito di attività della centrale atomica. «Si tratta ancora di una centrale nucleare con le stesse prestazioni previste inizialmente, ed è basata sullo stesso principio», ha dichiarato UJD. Lo stato della centrale cambierà soltanto dopo che viene rilasciato il permesso di inizio operatività.

(La Redazione)

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