Corte di Bratislava deve decidere sull’impatto ambientale per la centrale di Mochovce

La Corte regionale di Bratislava deve pronunciarsi oggi 11 maggio nel caso del permesso di costruzione impugnato da Greenpeace per il completamento delle unità tre e quattro della centrale nucleare di Mochovce. Greenpeace Slovensko, come ricorda la sua portavoce Lucia Szabova, ha presentato una mozione contro l’Autorità di regolamentazione nucleare per il completamento dell’impianto atomico tre anni fa, contestando all’autorità di non aver rilasciato il permesso nel 2008 in modo lecito. Questo, dice la Szabova, avrebbe dovuto essere preceduto da una valutazione dell’impatto ambientale fatta da esperti e pubblica, essenziale per ogni procedura di concessione edilizia che abbia un impatto ambientale significativo.

«Il Comitato di conformità alla Convenzione di Aarhus decise sul caso nel 2010 valutando la conformità della procedura di rilascio della concessione edilizia», ha detto, e decise che la Slovacchia aveva violato la convenzione nel suo atto di rilascio del permesso di costruzione del terzo e quarto reattore di Mochovce.

Secondo Greenpeace, il permesso originale fu emesso nel 1986, quando il processo di valutazione di impatto ambientale (VIA) non era ancora parte del sistema giuridico slovacco. «Nel 2008, quando fu rinnovata la decisione di costruire la centrale nucleare, il processo di VIA era già stato incluso nel processo standard di autorizzazione», ha detto, sottolineando che il Comitato di Aarhus non ha accettato le argomentazioni dell’Autorità nucleare slovacca, secondo la quale non c’era bisogno di una nuova VIA perché il permesso del 2008 apportava soltanto modifiche a un permesso già esistente.

Il Comitato Aarhus ha però dichiarato che un cambiamento così significativo del permesso di costruire avrebbe dovuto essere preceduto da un processo di VIA. Secondo la Szabova il nuovo permesso conteneva rilevanti modifiche di progettazione della centrale nucleare, per esempio in materia di sicurezza e nuove tecnologie. «I cambiamenti sono stati così significativi, a nostro avviso, che esigiamo si proceda ad effettuare una Valutazione di impatto ambientale», ha concluso.

(Fonte Sita)

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