Tymoschenko, Slovacchia non aderisce al crescente boicottaggio europeo dell’Ucraina

La situazione di salute precaria della prigionia dell’ex Primo Ministro ucraino Yulia Tymoshenko, che si crede oggetto di presunti maltrattamenti, sta gradualmente portando all’isolamento dell’Ucraina dal resto d’Europa. Diversi leader europei hanno annunciato negli ultimi giorni di intendere boicottare o il Campionato europeo di calcio che verrà co-organizzato da Ucraina e Polonia a partire dall’8 giugno di quest’anno o il vertice di maggio dei presidenti previsto a Yalta. La Slovacchia è però al momento ancora silente sull’eventuale partecipazione dei suoi rappresentanti politici ai due eventi.

Il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il Presidente ceco Vaclav Klaus, così come i suoi omologhi tedesco Joachim Gauck e austriaco Heinz Fischer, sono tra gli uomini politici di rango che hanno già rifiutato gli inviti a entrambi gli appuntamenti. Hanno asserito di non intendere cambiare il proprio atteggiamento fino a che l’Ucraina non cambia il suo comportamento nei confronti della Tymoshenko, in carcere da otto mesi e ora in sciopero della fame, che afferma di essere stata aggredita e picchiata più volte durante la detenzione. Le immagini della ex Premier ucraina fatte filtrare all’estero dalla sua cella mostrano in effetti estesi lividi all’addome e alle braccia, ma le autorità del suo Paese le dichiarano essere dei falsi, e alla peggio affermano che la stessa donna si è procurata i lividi da sola per difendere la sua causa.

La mossa dei leader europei è volta a contrastare i metodi del Presidente Yanuchovic, tornato al potere dopo l’estinguersi della forza dirompente della pacifica Rivoluzione arancione degli anni Duemila che lo aveva visto detronizzare dall’ascesa nel 2004 di Viktor Yushchenko (alla poltrona presidenziale) e della Tymoschenko come Primo Ministro. La donna è stata accusata nel 2011 di aver abusato dei suoi poteri d’ufficio nei riguardi di un contratto per l’importazione di gas siglato con la Russia dalla società statale Naftogaz senza preventivo assenso del governo e considerato svantaggioso. Al suo arresto, avvenuto nell’aula del Parlamento ucraino, scoppiarono tafferugli e da allora i suoi sostenitori e l’intera opposizione politica organizzano manifestazioni e chiedono aiuto all’estero per fare pressioni sul governo ucraino. L’ex Premier venne condannata a sette anni.

Alla minaccia di boicottare l’apertura ufficiale dei Campionati dell’8 giugno, le autorità di Kiev grida allo scandalo, accusando i paesi europei di usare vecchie tattiche da guerra fredda tenendo lo sport come ostaggio politico. Ma di fatto la simpatia che il Paese si era conquistato con la Rivoluzione del 2004 si è in buona parte dissolta, e la possibile adesione del Paese all’UE – cosa comunque mal digerita dalla Federazione Russa – si è nel frattempo un pochino raffreddata, nonostante i passi in avanti realizzati dal Paese proprio in vista di questo appuntamento sportivo, soprattutto nel campo delle infrastrutture (strade, aeroporti e ferrovie ad alta velocità, senza parlare ovviamente degli stadi e le strutture destinate all’accoglienza di atleti e pubblico).

Se il cancelliere Merkel ha poi ammorbidito la sua posizione lasciando un punto interrogativo sulla sua effettiva presenza agli eventi in Ucraina, pur se intenzionata comunque a portare la leader dell’opposizione incarcerata in una prigione tedesca, il suo Ministro degli Esteri, Guido Westervelle, ha ribadito il possibile veto tedesco alla ratifica dell’accordo di adesione all’Unione Europea dell’ex “granaio d’Europa” (siglato il 30 marzo scorso) se non vengono soddisfatte tutte le condizioni per un vero stato di diritto.

La Slovacchia dunque rimane in silenzio nel dibattito europeo sull’opportunità o meno di recarsi a Kiev, e il Presidente Gasparovic ha detto che non vede alcun motivo per non parteciparvi, come ha riferito il quotidiano Sme. Il portavoce del Presidente slovacco, Marek Trubac, ha detto che Gasparovic non ha cambiato i suoi programmi di recarsi a Yalta per il vertice di maggio. «Si tratta di un nostro vicino, quindi siamo interessati ad un dialogo aperto con l’Ucraina, e intendiamo esprimere le nostre obiezioni», ha detto Trubac al quotidiano, aggiungendo che il Presidente tiene il caso Tymoshenko sotto osservazione.

(La Redazione)

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