Protesta ieri a Bratislava contro i “rappresentanti” di Penta nel nuovo governo

Un centinaio di persone circa si sono riunite ieri a Bratislava su SNP Namestie per protestare contro la presenza di elementi collegabili al gruppo finanziario Penta nella composizione dell’attuale governo socialdemocratico. I manifestanti si sono riferiti in particolare alle nomine del Ministro dell’Economia Tomas Malatinsky e del Ministro della Salute Zuzana Zvolenska, entrambi formalmente indipendenti dalla politica e non iscritti al partito di governo Smer-SD. La protesta si riallaccia alle Gorila Protest di prima delle elezioni, con migliaia di persone che aborrivano qualunque influenza del mondo degli affari nella politica slovacca, soprattutto se realizzata con pratiche di corruzione.

Poco dopo la formazione del governo di Robert Fico, il Ministro Malatinsky ha ammesso di affittare da anni la sua casa di famiglia a uno dei proprietari di Penta, Jaroslav Hascak, lo stesso che è sospetto essere stato il maggior attore della commissione affari-politica come risulta dal dossier di intercettazioni Gorila. Mentre il Ministro della Salute Zvolenska è stata un’alta dirigente della compagnia di assicurazioni sanitarie Dovera, di proprietà di Penta.

«Queste persone ora controllano il settore sanitario e l’economia, due campi in cui Penta gestisce la maggior parte delle sue attività di business», ha sottolineato nel suo discorso uno degli organizzatori della protesta Gorila, Peter Pcolinsky.

Il Primo Ministro Robert Fico ha deciso e sostenuto entrambi i candidati, sottolineando – per esempio – che è normale che Malatinsky, ex presidente della Confindustria slovacca, conosca rappresentanti del gruppo finanziario Penta, che impiega oltre 7.000 persone. Malatinsky è stato difeso anche dal partito di opposizione Libertà e Solidarietà (SaS) sul proprio sito: «L’affitto di una casa non può essere un motivo sufficiente per squalificare il nuovo ministro», riferendosi anche nel testo a una presunta «caccia alle streghe».

Intanto sempre ieri Pcolinsky ha confessato di aver ricevuto un’offerta prima della elezioni del 10 marzo per cessare le manifestazioni di protesta contro la politica corrotta. Un uomo non identificato sui trentacinque anni gli si sarebbe avvicinato e offerto mezzo milione di euro per smetterla. «Non so se era provocazione o realtà. Mi ha chiesto cosa abbiamo intenzione di ottenere con queste proteste, qual è il loro significato». E che se le avessimo fermate avremmo potuto guadagnare una discreta quantità di denaro», tra 300 e 500.000 euro, ha detto Pcolinsky, ammettendo che avrebbe anche potuto trattarsi di una provocazione, o meglio una trappola allo scopo di screditare gli organizzatori. Gli organizzatori hanno però continuato con determinazione a protestare, anche se i raduni dopo le elezioni hanno visto un calo drammatico di partecipazione, con la carica del movimento in buona parte evaporata. Dall’altra parte, però, le indagini sul caso Gorila da parte delle autorità di polizia stanno languendo e non è chiaro a che punto siano. Molti temono che anche questo scandalo finirà sotto il tappeto.

(Red)

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google