Budapest, indagato ex nazista 95enne: avrebbe deportato 15mila ebrei da Kosice

La Procura di Budapest sta indagando su un presunto criminale di guerra nazista, Laszlo Csatary, ora 95 anni, ex comandante della gendarmeria a Kassa (Kosice), per il suo ruolo nella deportazione di ebrei nel 1944, quando la seconda città slovacca era – in tempo di guerra – stata ceduta all’Ungheria. Furono 15.700 gli ebrei che da Kosice furono deportati ad Auschwitz. Csatary sarebbe stato in testa alla lista dei presunti criminali nazisti ancora a piede libero del Centro Simon Wiesenthal di Gerusalemme, su denuncia del cui direttore Ephraim Zuroff la Procura della capitale ungherese ha avviato l’inchiesta. «Sappiamo dove Csatary si trova, e l’informazione è stata data ai pubblici ministeri ungheresi … da quel che sappiamo lui è in ottima salute», ha detto nei giorni scorsi Zuroff ai media. La portavoce della Procura ha semplicemente ammesso che la denuncia ha avviato un’indagine per crimini di guerra nel novembre dello scorso anno, ma non ha voluto confermare il nome dell’indagato.

Secondo i dati raccolti dal Centro Wiesenthal, Csatary dopo la seconda guerra mondiale emigrò in Canada, ma dopo essere stato scoperto, nel 1995 fece ritorno in Ungheria. Lo scorso anno il tribunale di Budapest processò un altro anziano criminale di guerra nazista, Sandor Kepiro, assolto in primo grado e deceduto poco dopo. Era accusato dell’uccisione di oltre mille civili nella città serba di Novi Sad nel 1942.

Oltre a Csatary, sempre su informazioni del Centro sono stati ricercati in Canada negli ultimi anni per presunti crimini nazisti anche Vladimir Katriuk e Helmut Oberlander, che appaiono al top della lista dei maggiori ricercati del Wiesenthal. Il dipartimento per l’immigrazione canadese valutò i tre casi e annullò la cittadinanza di Csatary nel 1997. Ora Gerusalemme sta facendo pressioni sul Canada anche per ottenere la condanna degli altri due, nell’ambito di un’operazione denominata Last Chance.

La città di Kosice, insieme a vaste aree del sud della Slovacchia, furono cedute dalla Cecoslovacchia all’Ungheria nel 1938 in seguito al lodo arbitrale internazionale noto con il nome di Primo arbitrato di Vienna (2/11/1938), che rivedeva parzialmente la suddivisione territoriale del Trattato del Trianon (1920). Secondo il censimento cecoslovacco del 1930, il territorio ceduto (12.124 kmq) comprendeva 550.000 ungheresi e 432.000 slovacchi, pari al 23% dell’intera popolazione dello Stato. L’arbitrato perse il suo valore alla fine della guerra, quando Kosice divenne per un breve periodo addirittura capitale della rinata Repubblica Cecoslovacca, in attesa che anche Praga venisse liberata dalle truppe dell’Armata Rossa.

(La Redazione)

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