I Ministri degli Esteri del V4 condannano la Svizzera per le nuove quote all’immigrazione

I ministri degli esteri del Gruppo di Visegrad V4 (Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia) hanno condannato, nel corso di una conferenza ministeriale della NATO a Bruxelles giovedì, la decisione del governo svizzero di reintrodurre contingenti nell’accettazione degli immigrati provenienti da otto paesi dell’Europa centrale ed orientale (PECO). I limiti, in vigore dal 1° maggio, dovrebbero riguardare Slovacchia, Repubblica Ceca, Estonia, Lituania, Lettonia, Ungheria, Polonia e Slovenia – che insieme entrarono nell’UE il 1° maggio 2004.

«Esprimiamo profondo rammarico per la decisione del governo svizzero. Questa decisione mina l’immagine della Svizzera come Paese aperto e amichevole», recita la dichiarazione congiunta dei ministri V4. I quattro – Karel Schwarzenberg (Repubblica Ceca), Janos Martonyi (Ungheria), Radoslaw Sikorski (Polonia) e Miroslav Lajcak (Slovacchia) – condannano il fatto che la Svizzera abbia introdotto una penalizzazione selettiva nei confronti di alcuni paesi membri dell’UE, nonostante il fatto che alcuni di questi otto paesi non abbiano nemmeno lontanamente avvicinato gli attuali limiti svizzeri per gli immigrati lavoratori. I ministri hanno definito la decisione come motivata politicamente, e hanno rilevato che gli immigrati dal V4 sono meno del 10% di tutti gli immigrati in Svizzera.

La libera circolazione dei lavoratori, una delle libertà fondamentali dell’Unione, non dovrebbe essere frenata durante una crisi economica, hanno concordato i ministri. Inoltre, anche se la Svizzera non è membro UE, molte delle sue aziende beneficiano del mercato comune, e molte sono attive sui mercati degli otto paesi CEE – con una popolazione totale di 65 milioni di abitanti.

I ministri dell’Europa centrale si sono detti pienamente d’accordo con l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza Catherine Ashton, che ha descritto la mossa svizzera come una violazione dell’accordo sulla libera circolazione delle persone firmato nel 2004. Il Ministro degli Esteri ceco Schwarzenberg si è unito alla dichiarazione comune, nonostante lui abbia, oltre a quella ceca, anche la cittadinanza svizzera.

(Fonte Tasr)

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