In un nuovo libro l’incredibile ricchezza di interesse mondiale delle grotte slovacche

È stato presentato a Bratislava il nuovo libro “Jaskyne” (‘Grotte’) di Pavel Bella che porta “in superficie” la grande ricchezza sotterranea della Slovacchia, con le sue oltre 6.000 grotte e caverne, uno dei gioielli di questa parte di mondo. La pubblicazione in slovacco, stampata dalla casa editrice Dajama nella collana “Bellezze naturali della Slovacchia”, dà una completa informazione, oltre che delle grotte registrate nella lista UNESCO del patrimonio mondiale, anche di tanti altri siti nelle varie parti del Paese che sono sconosciute ai più, luoghi unici e di notevole fascino, fenomeni spettacolari della natura che incantano sia studiosi che il grande pubblico in tutto il mondo.

Tra le caverne illustrate vi sono in primo piano, naturalmente, le ben 44 grotte naturali che sono state designate Patrimonio naturale nazionale e che sono accessibili al pubblico ogni anno tra aprile e fine ottobre. Ma tante altre non sono aperte ai visitatori, nonostante siano sotto la tutela delle autorità e a disposizione degli studiosi. Peraltro, molte sono pericolose e difficili da raggiungere, e solo speleologi esperti sono in grado di percorrerle.

Grazie a questo libro, il grande pubblico può imparare a conoscere gli usi delle varie grotte nell’antichità, i luoghi ove vivevano – e sono tutt’ora presenti i resti – degli orsi delle caverne. O trovare curiose notizie come il fatto che nel 1896 venne installata per la prima volta in una grotta (sui monti Tatra) l’illuminazione arficiale con 165 lampade elettriche, appena pochi anni dopo l’invenzione della lampadina ad incandescenza (1879) da parte di Thomas Edison.

Il libro informa, per esempio, del fatto che la prima mappa della famosa Dobsinska Ladova Jaskyna (Grotta di ghiaccio di Dobsin) fu realizzata nel 1871, e in quel luogo si tennero negli anni 1893-1909 festività estive con addirittura uno spettacolo di pattinatori su ghiaccio. Karol Divin, uno dei migliori pattinatori del mondo negli anni ‘50 e ’60, era solito frequentare regolarmente la grotta ghiacciata, una delle quaranta del genere in Slovacchia.

Alcune grotte sono utilizzate per scopi terapeutici, come per la speleoterapia o trattamenti termali, e un buon numero di sorgenti carsiche fungono da fonti di acqua potabile. Due grotte nella zona di Trencin servono addirittura a scopi religiosi: la Benediktova Jaskyna  è collegata ad un monastero locale, e la Mojtinska Jaskyna, che funge da chiesa, può contenere anche 400 fedeli.

Le grotte sono fondamentali come siti educativi e hanno un ruolo importante non per l’educazione ambientale, ma anche nel settore viaggi e turismo. La loro tutela richiede tuttavia molta attenzione, le grotte sono estremamente sensibili a qualsiasi intervento umano.

(La Redazione)

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