Detenuti ex-Guantanamo fanno sciopero della fame

Cinque mesi dopo il loro arrivo in Repubblica Slovacca da Guantanamo Bay, tre detenuti sono in attesa che i Ministeri degli Interni e della Giustizia decidano che fare di loro. Le loro identità, rimaste segrete per tutto questo periodo, sono state rese pubbliche dai detenuti stessi nel corso del loro sciopero della fame. Stanno infatti protestando per le presunte cattive condizioni nelle quali vengono tenuti e per il trattamento a loro riservato dalle autorità nel centro di detenzione slovacco di  Medvedov (regione di Trnava). I tre sono arrivati in Slovacchia grazie ad un accordo tra gli Stati Uniti e la Repubblica Slovacca.

Il Ministero degli Interni afferma che non hanno ragione di lamentarsi, e meno ancora di fare uno sciopero della fame. Questo secondo il capo dell‘Ufficio Immigrazione Bernard Priecel, che ha risposto ad affermazioni fatte la scorsa settimana da Amnesty International Slovensko (AIS).

«I loro avvocati sono venuti qui a far loro visita … e hanno potuto verificare che la Slovacchia si sta curando di loro, e della fase iniziale del loro processo di reintegrazione», ha detto Priecel. Le autorità slovacche devono decidere nei prossimi giorni quale status giuridico concedere ai tre detenuti, secondo Priecel. Al momento hanno lo status di “stranieri che si trovano in Slovacchia”.

Uno di loro, che avrebbe detto al quotidiano Pravda di chiamarsi Adil al-Gazzar e di venire dall’Egitto, non ha voluto specificare le ragioni per le quali si trova impriginato, dicendo che avrebbe reso nota «l’intera storia più avanti». A sentire lui, i tre detenuti sono tenuti in isolamento la maggior parte del tempo, ed è permesso loro di uscire soltanto un’ora al giorno. «Non possiamo lasciare l’edificio, e gli altri detenuti non hanno il permesso di parlare con noi», ha detto.

Il giornalista britannico Andy Worthington, esperto di prigionieri di Guantanamo, ha criticato le autorità slovacche per non aver ancora annunciato quando rilasceranno i tre uomini, nonostante il Ministro degli Esteri Miroslav Lajcak avesse ammesso che non sono dei criminali.

(Fonte TASR)

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