Fico: se l’Austria introduce la tassa sulle transazioni finanziarie lo facciamo anche noi

Il nuovo governo sta cercando di discutere dell’applicazione di un maggior contributo dal settore bancario al consolidamento del disavanzo pubblico. Il premier Robert Fico (Smer-SD) ha detto ieri dopo un incontro con il governatore della Banca Centrale NBS Jozef Makuch che non intende imporre una decisione unilaterale, ma piuttosto «vogliamo raggiungere un accordo con le banche e il settore finanziario su come e quando potranno partecipare al consolidamento delle finanze pubbliche», ha detto Fico.

L’introduzione della cosiddetta tassa sulle transazioni finanziarie è una delle alternative. Pensato per essere introdotto in tutta l’UE, alla fine soltanto l’Austria sta per introdurre il provvedimento – che avrebbe un impatto solo su alcune operazioni. «Penso che l’introduzione di tale imposta sia giusta, etica e morale. Se tutto andrà bene in Austria, vorremmo fare qualcosa di simile anche in Slovacchia», ha detto Fico.

Sulla tassazione speciale da imporre alle banche il capo di NBS, Makuch, ha confermato il suo giudizio negativo già esposto mesi fa. «Il cambiamento politico che si è verificato nel frattempo non è per noi motivo per rivalutare la nostra posizione», ha detto Makuch, aggiungendo che è compito della banca nazionale avvisare sui potenziali rischi dell’operazione se viene portata avanti. NBS ha detto più volte che l’imposta bancaria dello 0,4% – introdotta dal governo precedente e che è attualmente in vigore – non è una buona soluzione. C’è il rischio, aveva avvertito Makuch, che «alcuni depositi societari possano essere trasferiti in altri paesi».

Il prelievo sulle banche, entrato in vigore all’inizio del 2012, dovrebbe far incamerare alle casse dello Stato una cifra intorno agli 80 milioni di euro ogni anno. Il partito Smer, che ha formato il nuovo governo, aveva annunciato il desiderio di incrementare questa tassa in futuro fino allo 0,7%.

(La Redazione)

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