Il sindacato del commercio chiede la chiusura dei negozi la domenica e i festivi

Negozi chiusi la domenica e i festivi. Questo è quanto chiedono i sindacati del commercio in occasione della Pasqua. Come ricorda l’agenzia di stampa Tasr, la vigente legislazione (del 2008) impone ai negozi di chiudere soltanto la Domenica di Pasqua, il giorno di Natale e quello di Capodanno, oltre a una chiusura anticipata nel pomeriggio della Vigilia di Natale. Ci sono deroghe per certi tipi di attività, come le farmacie, le pompe di benzina, i negozi di souvenir, ma gli altri tipi di rivendite, se trovati aperti in quei giorni dall’Ispettorato del lavoro, rischiano multe salate che possono arrivare in certi casi fino a 100mila euro.

La stessa organizzazione aveva avanzato istanza al governo di Iveta Radicova (che peraltro era in buona parte di orientamento cristiano e quindi ben più vicino alle sollecitazioni di simile senso che provengono dagli ambienti religiosi per santificare le feste e unire le famiglie), ma la cosa non ha avuto seguito. Katarina Kulandova, che è a capo del Sindacato dei lavoratori del commercio e del turismo (OZPOCR), ha detto a Tasr che la sua associazione farà pressioni anche sul governo di Robert Fico, sperando in un risultato migliore. Sapendo che il partito Smer che ha composto il nuovo esecutivo intende riaprire la questione del Codice del Lavoro (reso più flessibile per le aziende dal governo Radicova) il sindacato vorrebbe che almeno in occasione delle feste nazionali entri in vigore un divieto di apertura, allargato ad un certo numero di domeniche. Così, spiega la Kulandova, avviene già nella confinante Austria come in alcuni altri paesi membri dell’UE. La questione vera, secondo il sindacato, è che sono donne oltre l’80% degli addetti delle strutture che prevedono oggi la domenica lavorativa (in particolare nei grandi centri commerciali e ipermercati), e loro vorrebbero che «le famiglie stiano insieme almeno un giorno alla settimana», questione in linea con le dichiarazioni teoriche dei partiti politici, che continuano «a parlare di come sia necessario conciliare lavoro e vita familiare».

Il presidente dell’Associazione delle imprese del Commercio e del Turismo (ZOCR), Pavol Konstiak, ha spiegato che i membri della sua associazione hanno diverse opinioni sul tema, c’è chi è a favore e chi no, non c’è al momento una posizione comune.

(La Redazione)

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