Riparte il progetto per uno stadio di calcio nazionale a Bratislava

Dopo un “turno di riposo”, il progetto di stadio nazionale slovacco torna ad essere rispolverato. Nonostante la situazione finanziaria poco felice, mi auguro che un nuovo stadio di calcio nazionale potrà essere inaugurato prima del termine del mio mandato, ha detto il Primo Ministro Robert Fico (Smer-SD). L’idea di un nuovo stadio, conforme alle più moderne norme di sicurezza Uefa e che possa contenere almeno 20.000 spettatori (ma con la possibilità di ospitarne oltre 30.000), era stata avanzata durante il precedente governo guidato da Fico e il progetto fu approvato nel giugno 2009 con la concessione di un contributo pubblico di 70 milioni di euro. Secondo i piani, la costruzione dello stadio era da farsi con una joint venture nello stesso sito dove si trova lo stadio “Tehelne Pole”, campo di casa dello Slovan Bratislava e attualmente in pessime condizioni. Il successivo governo di Iveta Radicova, però, decise di mettere il progetto in stand-by nel 2010 in attesa di tempi migliori.

Il nuovo Ministro dell’Istruzione, Dusan Caplovic (Smer-SD), ha sottolineato la scorsa settimana che la Slovacchia è l’unico paese in Europa a mancare di uno stadio per il calcio con caratteristiche internazionali, il che è una vergogna per il Paese intero. «La Slovacchia deve avere uno stadio nazionale», ha detto, sostenendo peraltro il suo carattere multifunzionale, da usarsi, ha detto con un paragone un po’ azzardato, più o meno allo stesso modo dello stadio San Siro a Milano o dell’Olimpico a Roma, che vengono sfruttati sia nei campionati nazionali che per la squadra nazionale in incontri internazionali. Dovrebbe poi servire come luogo per eventi quali i grandi concerti, ha aggiunto il Ministro.

Per quanto riguarda il costo della sua costruzione, Caplovic ha suggerito l’utilizzo di diverse fonti, dai finanziamenti dalle amministrazioni statali e locali fino al coinvolgimento del settore privato.

Il progetto del nuovo stadio nazionale (da intestare al popolare campione slovacco Jan Popluhar) è nato nel 2006, in vista delle nuove norme Uefa che hanno alzato dal 2008 il livello qualitativo delle strutture che possono ospitare gare internazionali. Il presidente FIFA, Sepp Blatter, nel corso di una visita alla Federazione calcio slovacca lo scorso settembre aveva fatto notare il paradosso che «un Paese che ha il 10% della popolazione che gioca a calcio non può non avere uno stadio nazionale». Blatter si riferiva al fatto che in Slovacchia sono registrati circa 500mila giocatori di calcio a tutti i livelli. Ha offerto tutta l’assistenza possibile da parte della sua organizzazione per aiutare nella decisione e costruzione di uno stadio, una volta che si sarà deciso.

L’attuale stadio Tehelne Pole, che si trova nel “quartiere degli sports” della capitale Bratislava, nello stesso perimetro dove sono posizionati anche l’appena ricostruita arena dell’hockey Ondrej Nepela, il velodromo, il centro nazionale tennis, piscine e altre strutture, è stato eretto tra il 1939 e il 1944, a seguito dell’occupazione nazista del quartiere Petrzalka, a sud del Danubio, lasciando la città senza strutture sportive. Aperto ufficialmente nel 1940 con 25.000 posti, vent’anni dopo vide un primo rifacimento che aggiunse un secondo piano portando la capienza a 45-50.000, divenendo dopo la Rivoluzione di Velluto il più grande del Paese, dopo la dismissione dello stadio Strahov di Praga, l’enorme spazio che ospitava gli oceanici e spettacolari raduni sportivi delle Spartachiadi, che si tennero regolarmente dal 1955 fino alla caduta del muro. Lo Strahov poteva ospitare fino a 220.000 spettatori. Negli anni ’90, Tehelne Pole venne di nuovo ristrutturato, riducendone la capacità a 30.000 persone.

Il progetto iniziale di stadio nazionale prevedeva un inizio dei lavori di demolizione nella primavera del 2010, contando di poter aprire la nuova struttura multifunzione durante il mese di maggio 2012. Altri stadi di calcio di rilevanza nella capitale sono il vicino Pasienky, stadio del club Inter Bratislava, e quello dell’Artmedia, che si trova a Petrzalka, ai bordi del parco pubblico Sad Janka Krala.

(La Redazione)

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