Transparency International fa il punto sugli appalti con aste elettroniche un anno dopo

Negli ultimi dodici mesi in Slovacchia una gara d’appalto su cinque è stata condotta mediante un’asta elettronica. Secondo i risultati di uno studio pubblicato ieri da Transparency International Slovensko (TIS) gli appalti conferiti per via elettronica hanno rappresentato in valore finanziario il 12% di tutte le offerte. «Nel corso degli 12 mesi, da quando le aste elettroniche sono state rese obbligatorie nel settore pubblico nel mese di aprile 2011, le aste sono state utilizzate in 764 gare per un valore di 148 milioni, IVA esclusa», ha detto il direttore di TIS Gabriel Sipos in una conferenza stampa. Questa somma, ha sottolineato Sipos, è il triplo di tutti gli appalti pubblici svolti in precedenza con questa modalità in Slovacchia. Per esempio, nel 2009 si sono svolte in soli 48 casi per commesse di Stato per una somma totale di poco più di 9 milioni.

Le aste elettroniche dall’entrata in vigore della nuova legislazione sono state usate principalmente per l’acquisto di articoli medicali e per servizi alberghieri e di ristorazione. Questi due gruppi costituiscono quasi la metà del totale di tutte le aste, con un valore medio per appalto di 194 mila euro.

La novità legislativa del 2011 «ha introdotto l’obbligo di ricorrere ad aste elettroniche per gli appalti pubblici che riguardano gli acquisti di beni e servizi superiori a 40.000 euro e lavori di costruzione superiori a 200.000 euro» ha ricordato Sipos, notando che i limiti sono stati alzati all’inizio del 2012.

(Fonte Tasr)

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