L’affarista Kocner accusa SaS e il suo capo Sulik di mentire; Sulik rispedisce al mittente e rilancia

Prosegue il clima avvelenato della campagna elettorale ad appena dieci giorni dal voto. Il discusso uomo d’affari Marian Kocner, che ha più volte incontrato l’ex Presidente del Parlamento e leader di Libertà e Solidarietà (SaS) per discutere di politica, ha tenuto ieri una conferenza stampa in seguito ai video dei loro incontri pubblicati su internet che ha lasciato il segno.

Mentre Sulik aveva detto ai media il giorno prima che non aveva nulla di cui rimproverarsi, pur promettendo di rinunciare al suo seggio in Parlamento nel caso non avesse ottenuto più preferenze di tutti i suoi colleghi in SaS alle elezioni, Kocner ha alzato un polverone. L’imprenditore ha negato che Sulik nelle loro discussioni aveva cercato di scoprire i parlamentari della coalizione che avevano tradito la linea concordata, ma piuttosto aveva cercato – attraverso Kocner – di mettere in guardia lui e i “traditori” che avevano votato per il candidato a Procuratore generale dell’opposizione Dobroslav Trnka per tenere la cosa riservata e nascondere le tracce di eventuali prove. Kocner è convinto che la candidatura di Trnka lanciata dal deputato Stanislav Janis di SDKU venisse direttamente dal presidente del partito Mikulas Dzurinda. Secondo Kocner, che ha parlato piuttosto a ruota libera e, secondo osservatori, anche più di quanto forse avrebbe voluto, Sulik dovrebbe dire il nome di chi gli ha prospettato la sostituzione del Primo Ministro Iveta Radicova con il Ministro delle Finanze Ivan Miklos (entrambi SDKU-DS). Probabilmente, ha detto, loro hanno anche parlato di come “farlo”, sottintendendo la minaccia di dimissioni lanciata dalla Radicova se Trnka fosse stato riconfermato alla Procura generale.

Kocner ha poi detto di essere convinto che alcune persone nel partito Sas intendevano vendere la quota di proprietà dello Stato nell’utility del gas SPP ai loro “amici” cechi della società Prumyslovy Holding, che è partecipata dal gruppo finanziario slovacco J&T, in questo modo completando la privatizzazione del maggior distributore di gas del Paese. E sul finanziamento dei partiti politici, Kocner ha detto che avrebbe dato a SDKU un prestito (di cui non ricorda l’ammontare) per organizzare un congresso del partito, che poi fu rimborsato.  Secondo lui, inoltre, il gruppo finanziario Penta ha fatto una “donazione” a SaS per la sua campagna elettorale di circa 5 milioni di corone slovacche (intorno a 166 mila euro), consegnati in un sacchetto di plastica.

Kocner si è detto deluso dal fatto che Sulik parli di lui ora come di un criminale, perché lo considerava un amico. E ha detto che Sulik mentiva sulla contrarietà di Kocner sulla volontà di pubblicare le loro comunicazioni e-mail, così come sul modo in cui si sono incontrati la prima volta.

Sul video della conversazione tra Kocner e Sulik apparso pochi giorni fa su internet, Kocner ha detto che a quanto pare era stata installata una microtelecamera a casa sua, probabilmente nel termostato del riscaldamento  che lui aveva sostituito con uno nuovo per problemi tecnici. Secondo Kocner, l’intrusione e registrazione potrebbero essere state portate a termine dai servizi di controspionaggio militare (VOS), che già sono indagati per le intercettazioni illegali nei confronti di alcuni giornalisti. Ma non erano lì per lui, pensa Kocner, che comunque è consapevole della possibilità che i servizi di intelligence lo tengano monitorato, ma con altri mezzi; piuttosto, la microcamera era lì per Sulik.

Il partito Libertà e Solidarietà (SaS), preso di sorpresa dalle dichiarazioni di Kocner, starebbe per presentare una denuncia penale contro di lui per calunnia. Ne ha informato lo stesso leader di SaS Richard Sulik in una conferenza stampa ieri nel pomeriggio, accusando Kocner di aver versato «secchi di fango su SaS e i suoi rappresentanti senza avere uno straccio di prova».

Contestando la visione di Kocner sulla privatizzazione completa dell’utility del gas SPP quale uno degli obiettivi principali di SaS nel Governo, proposito ostacolato dal Primo Ministro Iveta Radicova (SDKU-DS), Sulik ha detto che SPP è stata privatizzata dal secondo Governo di Mikulas Dzurinda (2002-2006), e il Manifesto del Governo Radicova affermava chiaramente che non sarebbe stata finalizzata alcuna privatizzazione di imprese strategiche.

«La Slovacchia si trova ad affrontare problemi diversi rispetto al termostato di Kocner», ha detto Sulik in chiusura, riferendosi al presunto luogo per nascondere la microcamera che ha ripreso la discussione dei due.

Anche SDKU-DS ha negato di aver mai accettare un prestito da Marian Kocner e tantomeno che Mikulas Dzurinda avesse dato incarico a Stanislav Janis di candidare Trnka per la Procura generale. Infine, il portavoce di Penta ha negato che il gruppo finanziario abbia mai fornito alcun finanziamento a SaS.

(La Redazione, Fonte Tasr/Sita)

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