Radicova al bilancio delle riforme: la Slovacchia non è tra i paesi UE sotto controllo

La Slovacchia non è tra i 12 paesi dell’Unione Europea che la Commissione Europea monitorerà per il rischio di squilibri economici interni, ha detto ieri il Primo Ministro Iveta Radicova a una seduta della Commissione Affari europei del Parlamento slovacco. Gli impegni ai quali il Paese si è sottoposta nel suo «Programma nazionale di riforma sono stati descritti come soddisfatti in toto o parzialmente. Stiamo anche rispettando i criteri relativi al disavanzo e al debito», ha dichiarato la Premier ai componenti della Commissione, aggiungendo che nel 2011 la Slovacchia ha ridotto il suo disavanzo di più di quanto promesso, portandolo al 4,6% del PIL invece del 4,9% previsto. Inoltre, il debito pubblico del Paese è l’ottavo più basso dell’UE.

La Radicova ha sottolineato che sono state realizzate tre delle sei riforme promesse: rendere più flessibile il Codice del Lavoro; adottare una legge costituzionale sulla responsabilità di bilancio, e applicare misure contro la corruzione. Le riforme non completate sono invece quelle «del primo pilastro pensionistico, del sistema di prelievo fiscale e sui salari, e una riduzione degli oneri amministrativi», ha elencato la Premier uscente, aggiungendo che la causa principale di questo era la caduta del Governo nel mese di ottobre 2011.

La Commissione Europea è prevista effettuare prossimamente controlli in Francia, Italia, Regno Unito, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Ungheria, Slovenia, Spagna e Svezia. La supervisione macroeconomica più rigorosa deriva dal modificato Patto di crescita e stabilità, che è progettato per impedire pratiche ad alto rischio come quelle viste nelle recenti bolle immobiliari in Spagna e in Irlanda, segnala l’agenzia Tasr.

(Fonte Tasr)

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