Sulik: lascierò il seggio se non ottengo più preferenze di tutti nel partito

Il leader di Libertà e Solidarietà (SaS) ed ex Presidente del Parlamento Richard Sulik deve testimoniare oggi dinanzi agli investigatori di Polizia su presunti voti di deputati “comprati” dei quali si discute in un video recentemente pubblicato che mostra Sulik dire al non trasparente imprenditore Marian Kocner che erano stati offerti 300 mila euro a diversi parlamentari della coalizione (e dello stesso SaS) per votare a favore dell’allora Procuratore generale Dobroslav Trnka. Richiesto perché non avesse subito riferito i suoi sospetti alla Polizia, Sulik, allora a capo del Parlamento, ha detto che non riteneva le informazioni affidabili, ma soltanto una delle molte voci che circolano in Parlamento.

«Ho sentito di alcuni parlamentari che avrebbero potuto essere comprati o ricattati, ma certamente non si trattava di informazioni affidabili. Ecco perché ho detto agli investigatori che non ero a conoscenza di eventuali offerte che potessero essere state ricevute dai parlamentari, mentre io del resto non ne avevo ricevuto alcuna», ha detto Sulik, il quale si aspetterebbe che Kocner ora venga a riferire sulla questione, dato che dalla registrazione risulta che lui (Kocner) era molto più informato sulla questione.

Il video è l’ultima delle sorprese di questa campagna elettorale, e fa parte del cosiddetto dossier “Sasanka” (Anemone), che dietro il dolce nome di un fiore svela i rapporti tra Sulik e Kocner, un tipo discusso che appare anche in passato in vicende legate alla politica slovacca come il rapimento del figlio del Presidente della Repubblica Michal Kovac nel 1995 ed è stato inserito nella cosiddetta “Lista della mafia” in possesso della Polizia. Se fino ad ora su Sasanka erano state pubblicate le trascrizioni di una serie di sms scambiati tra i due, il video mette ancora più in luce il rapporto tra il politico e l’uomo d’affari.

Sull’onda dell’indignazione da parte di alcuni per queste nuove rivelazioni, Sulik ha dichiarato ieri in una conferenza stampa che è disponibile a lasciare il suo seggio in Parlamento nel caso alle elezioni non risulterà il primo votato con le preferenze del partito SaS. Già aveva offerto le proprie dimissioni nel fine settimana al Consiglio nazionale del partito, ma erano state respinte perché «Richard Sulik come leader elettorale ha il pieno sostegno del Consiglio nazionale di SaS», come si legge nella decisione del direttivo.

Sulik ha citato i suoi incontri con il businessman come un errore, anche se ha spiegato che il suo intento era scoprire chi erano i “franchi tiratori” che alle elezioni per il Procuratore generale avevano votato insieme all’opposizione. «Non è colpa mia se Kocner è uno degli uomini più informati della politica slovacca», ha lamentato Sulik.

Nel video incriminato si nota anche la volontà del leader SaS di sostituire il Primo Ministro Iveta Radicova (SDK-DS) con il Ministro delle Finanze Ivan Miklos nel 2010, molto prima della caduta del Governo avvenuta nell’ottobre 2011. Secondo Sulik, lui fu avvicinato da una certa persona che voleva sapere che posizione avrebbe preso SaS se ci sarebbe stato un nuovo Primo Ministro. «Ho risposto che SaS non aveva intenzione di causare la caduta del Governo e quindi sarebbe d’accordo con un nuovo Primo Ministro», ha spiegato Sulik, aggiungendo che ha poi informato la Radicova sulla persona che lo ha avvicinato. «Dunque non erano intrighi contro la Premier», ha concluso.

(Red)

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