Gorila Protest: domani una catena umana bloccherà il Parlamento. Baranek: chi rappresentano?

Nonostante il calo di popolarità (si direbbe drammatico) delle proteste “Gorila”, che dalle quindicimila persone della protesta n.2 sono passate alle forse cinquecento della protesta n.4 dello scorso venerdì, gli organizzatori vogliono proseguire a manifestare cercando nuovi modi per attrarre proseliti. Domani, mercoledì 29 febbraio, è infatti prevista una nuova protesta con una catena umana che circonderà il Parlamento (dove si terrà un’ultima sessione supplementare e straordinaria prima delle elezioni del 10 marzo), bloccandone tutte le uscite con l’idea di tenervi chiusi i deputati fino a quando non aboliscano le immunità dai procedimenti penali. Così ha informato uno degli organizzatori, Peter Pcolinsky, allertando i partecipanti a portare con sé sacchi a pelo e tende. Pcolinsky ha poi spiegato in un ulteriore comunicato che i supporter della protesta hanno deciso via Facebook di mettere in scena una contestazione anche davanti agli uffici di Penta nel quartiere di Petrzalka, cosa che era già stata programmata e poi cancellata per dissensi interni.

Il capo analista dell’agenzia Polis, Jan Baranek, ha criticato ieri gli organizzatori affermando che il numero di manifestanti di venerdì era paragonabile al numero dei partecipanti di una marcia per i diritti degli animali che si è tenuta sabato. Dunque, ha detto Baranek, la questione è se le richieste delle Gorila Protest sono legittime, e da chi vengono le opinioni che queste persone rappresentano. Baranek spiegava che, essendo il numero dei manifestanti sceso drasticamente, «non so su cosa è basata la loro legittimità», e dunque le loro richieste al mondo politico hanno seria difficoltà di essere prese sul serio. Tra le richieste riprese anche nell’ultima manifestazione, che per la prima volta si è spinta – pur con poche decine di persone – a gettare uova sulle sedi dei due maggiori partiti slovacchi (SDKU-DS e Smer-SD), vi sono la convocazione immediata di una sessione del Parlamento per discutere della cancellazione delle elezioni anticipate. Poi la richiesta al Presidente di organizzare una riunione dei rappresentanti civici delle proteste Gorila con i rappresentanti dei partiti politici per discutere la creazione di un Governo di tecnici, e l’appello ai politici nominati nel dossier Gorila a dimettersi dalle liste elettorali.

Lucia Gallova, che fa parte del movimento di protesta, ha detto più tardi all’agenzia di stampa Sita che le richieste fatte al Primo Ministro, al Presidente o al capo del Parlamento sono fatte solo per loro conto. «Non ho un mandato da nessuno, io rappresento solo me stessa», ha detto la Gallova.

Un altro raduno della serie Gorila Protest è previsto per questo venerdì, mentre a livello nazionale è ancora in programma la manifestazione di venerdì 9 marzo – la vigilia delle elezioni generali anticipate.

(La Redazione)

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