Testata anche in Slovacchia la scarpa intelligente

Una banale caduta può avere pesanti ripercussioni sulla qualità della vita di una persona anziana e incidere anche in maniera irreversibile sulla sua esistenza. Il progetto europeo “Smiling” (Self Mobility Improvement in the Elderly by Counteracting falls), di cui abbiamo parlato l’anno scorso, sta testando dal 2008 una speciale scarpa meccatronica anti-caduta. Al progetto a partecipano anche strutture italiane (Università di Bologna fra le altre) e slovacche (l’Università Tecnica  e il Centro geriatrico di Kosice). La coordinatrice del progetto, l’italiana Fiorella Marcellini, spiega che in Europa «è stato stimato che ci siano più di 84 milioni di persone ultrasessantancinquenni. Una su tre è a rischio caduta», si può quindi immaginare l’enormità del fenomeno. La mobilità per una persona anziana significa camminare, poter uscire. «È sicuramente una funzione fisica, ma anche un modo per rimanere in contatto con la società, per la partecipazione, l’inclusione sociale».

Il progetto Smiling ha come obiettivo la riduzione delle cadute, dovute al naturale deterioramento cognitivo e fisico con l’età, e vuole inoltre combattere tutti gli effetti collaterali che si manifestano nel comportamento dell’anziano, per la paura che l’incidente si ripeta. È questo l’obiettivo specifico delle scarpe “intelligenti”, che ricevono tutte le informazioni sul paziente tramite un sistema wireless a due antenne. Le scarpe si creano un modello basato su queste informazioni e si regolano in base al paziente. Che dovrà seguire un programma di riabilitazione personalizzato. I tacchetti delle scarpe cambiano in modo casuale la loro angolatura rendendo il passo instabile. L’anziano è dunque obbligato ad un continuo esercizio di stimolo delle cellule nervose per mantenere l’equilibrio. Ci sono voluti 4 anni per costruire e assemblare i circa 300 componenti che compongono ogni scarpa.

Le sperimentazioni sono state condotte anche a Kosice, dove alcune persone anziane con problemi di deambulazione hanno testato volontariamente le scarpe e ingegneri biomedici e fisioterapisti stanno raccogliendo informazioni su come il cervello dei pazienti arrivi a rielaborare nuove “strategie” motorie. Alena Galajdova, dell’Università Tecnica di Kosice, spiega che i «problemi di equilibrio sono causati sia da debolezza muscolare che da disturbi del sistema nervoso. Noi pensiamo che alcuni di essi possano essere attenuati provocando movimenti imprevisti: questo è l’obiettivo della scarpa, ridurre appunto i problemi di equilibrio».

Intanto in Italia gli scienziati informatici dell’Ateneo di Bologna hanno in mente ulteriori sviluppi per il futuro, come il fatto di utilizzare al posto del telecomando uno smartphone, e semplificare la calzatura meccanica inserendola in una normale scarpa per uso quotidiano.

(Red, Fonte Smiling)

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