Il Governo non approva la separazione da SPP degli asset di Eustream

Il Consiglio dei Ministri ha deciso mercoledì di non dare il via libera al completamento della separazione giuridica dell’azienda Eustream dalla società madre Slovensky Plynarensky Priemysel (SPP), per lo meno non prima che venga adottato il terzo pacchetto di liberalizzazione del settore energia. Il trasferimento degli asset al gestore della struttura di transito del gas naturale di Eustream è tra le richieste della Commissione Europea connesse all’attuazione del terzo pacchetto di liberalizzazione del settore dell’energia sulla disaggregazione della produzione di gas e la fornitura. Il direttivo SPP, che è gestito dalla minoranza straniera (GDF Suez e E.ON Ruhrgas), intendeva completare il processo entro il termine stabilito della fine di marzo. Il ritardo nel processo di separazione, secondo il portavoce di SPP Peter Bednar, potrebbe influenzare negativamente il funzionamento di Eustream, così come le possibilità della società di partecipare a nuovi progetti nel contesto europeo.

Il Ministero dell’Economia, che amministra i diritti per lo Stato (al 51%) in SPP, aveva annunciato che non avrebbe dato il suo ok alla separazione di Eustream fino a che il Parlamento non approva la normativa per recepire il terzo pacchetto energia, rimandando la questione a dopo le elezioni.

Eustream gestisce una rete di trasmissione con una capacità annua di oltre 90 miliardi di metri cubi di gas. La sua attività ha avuto inizio nel luglio 2006 come controllata al 100% dell’utility del gas SPP. Fattura oltre 800 milioni di euro e impiega circa 900 persone.

(Fonte webnoviny)

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