2012: anno UE dell’invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale

La vita degli europei si allunga sempre più, una nota positiva dovuta anche ai progressi fatti in campo medico. Ma esistono anche dei problemi per una società in cui gli anziani sono in numero sempre crescente. Basta comparare i dati e si scopre che nel  2010  gli ultra sessantenni erano il 17,4% della popolazione dell’UE, mentre appena venti anni prima, nel 1990, gli anziani rappresentavano invece il 13,7%. Nel 2060 si prevede che ci saranno solo due lavoratori per ogni persona sopra i 65 anni. Contro gli attuali quattro.

Nonostante ciò, in Europa, il numero degli over 60 aumenta di due milioni di persone all’anno. Con l’anno dedicato 2012 è necessario invertire questo processo e sviluppare una cultura attiva della terza età. «L’idea di invecchiamento attivo può avere successo solamente in una società costruita sulla solidarietà e la cooperazione tra le generazioni», ha sottolineato la relatrice del Parlamento Europeo, il deputato tedesco di centro-destra Martin Kastle. «I principali obiettivi sono il rispetto della dignità delle persone anziane, il rafforzamento della partecipazione delle società civile e delle attività di volontariato per eliminare le barriere intergenerazionali».

È stata lanciata un’iniziativa interparlamentare per la creazione di un fondo europeo intitolato “Senior in azione” che promuove gli scambi transnazionali e la mobilità delle persone anziane. Sono state, inoltre, organizzate una serie di attività: club di sport adattate alla terza età, progetti di integrazione tra generazioni.

Qui il sito ufficiale: http://europa.eu/ey2012/ey2012.jsp?langId=it

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