Slovacchia e Repubblica Ceca coccolano i nuovi candidati UE Croazia e Serbia

Nell’incontro tra i capi di Stato di Repubblica Ceca (Vaclav Klaus), Slovacchia (Ivan Gasparovic), Croazia e Serbia che si è tenuto il 18 e 19 febbraio a Lany (CZ), si è discusso dell’adesione della Croazia all’Unione Europea, prevista a metà del prossimo anno, e della possibile adesione della Serbia in un vicino futuro. I presidenti ceco e slovacco hanno sostenuto le adesioni, promettendo il via libero alla ratifica del Trattato di adesione croato – già siglato dal Presidente Gasparovic. Il ceco Vaclav Klaus ha descritto l’adesione all’UE della Croazia e della Serbia come “benefica” per il suo Paese, e gli ha fatto eco il Presidente slovacco Gasparovic, che ha espresso la convinzione che alla Serbia sarà accordato lo status di Paese candidato, considerando che entrambi i paesi ex-jugoslavi hanno «un’influenza decisiva sul futuro dei Balcani occidentali».

All’incontro, che era stato fissato nel 2010 in una riunione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tutti e quattro i capi di Stato hanno convenuto che il non riconoscimento del Kosovo non dovrebbe essere un ostacolo per la Serbia nel percorso di candidatura all’UE. Del resto, il Presidente serbo Boris Tadic è fermo nella decisione del suo Paese di non riconoscere il Kosovo, ma ha ringraziato per il sostegno, descrivendo la possibile adesione della Serbia all’UE come un «investimento politico che contiene entrambi benefici e rischi», con i benefici che superano i rischi. La Slovacchia è tra i cinque membri UE che non hanno ancora voluto riconoscere il Kosovo (assieme a Spagna, Romania, Grecia e Cipro), date le centenarie relazioni con la Serbia e la secolare emigrazione di slovacchi in Vojvodina, tutt’ora ben numerosa.

Questi quattro paesi hanno una storia di cooperazione ben più antica della loro storia moderna, rapporti risalenti al movimento pan-slavo che si è sviluppato a metà del XIX° secolo ed è continuato nel corso dei primi decenni del XX°, che aveva come obiettivo la liberazione dei popoli slavi sotto l’Impero asburgico.

Secondo Ivan Delibasic del magazine New Europe, l’attenzione di Repubblica Ceca e Slovacchia nei confronti del paesi dei Balcani occidentali è anche una necessità di vedere oltre quella squadra compatta del Gruppo di Visegrad (V4) che negli ultimi vent’anni aveva cercato di divenire il nucleo di una cooperazione a livello centro-europeo. Gli attuali interessi della Polonia, ha scritto Delibasic, sono più rivolti all’Unione Europea, dove il Paese può far pesare la sua autorità che deriva in particolare dalla sua vasta popolazione, e gli altri tre paesi  del V4 devono cercarsi nuovi alleati. Ma l’ingresso dei due paesi dell’ex Jugoslavia nell’UE, che darebbe anche un severo freno agli attriti esistenti tra loro all’interno della grande famiglia europea, andrebbe ad avvantaggiare proprio cechi e slovacchi che sempre hanno sostenuto in sede UE la necessità di integrare i loro fratelli slavi. L’azione diplomatica slovacca in tal senso è anche stata aiutata dall’ex Ministro degli Affari Esteri Miroslav Lajcak, un tempo Ambasciatore a Belgrado, poi Alto rappresentante UE nella Bosnia-Erzegovina e oggi capo del Dipartimento Balcani occidentali della nuova organizzazione diplomatica comunitaria.

(Red, Fonte New Europe)

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