Miklos: abbiamo fatto il possibile per la Grecia, questo dovrebbe essere l’ultimo prestito

Le condizioni del secondo pacchetto di assistenza finanziaria per la Grecia approvato nella tarda notte di lunedì non influiranno sui contribuenti slovacchi, ha detto il Ministro delle Finanze slovacco Ivan Miklos. «Il nuovo pacchetto di aiuti vale 130 miliardi di euro, che è la cifra concordata in sede UE. Il debito dei greci sarà al 120,5% del Pil nel 2020, vale a dire dello 0,5% in più di quanto dovrebbe». Ma la differenza sarà sostenuta dal «settore pubblico riducendo i tassi di interesse sul primo prestito fornito alla Grecia [nel 2010, quello al quale la Slovacchia non ha partecipato], dunque i maggiori costi non ci riguardano. La seconda parte verrà poi dalle entrate dei titoli emessi dalle banche centrali, e anche questi non riguardano la Slovacchia», ha detto Miklos. Infine, il settore privato contribuirà con il taglio volontario dei suoi crediti di un 53,5%, un po’ di più del 50% stimato in precedenza per una somma superiore ai cento miliardi di euro.

Il Ministro Miklos ritiene che questo secondo pacchetto di salvataggio dovrebbe essere l’ultimo, anche se nessun paese può dare tali garanzie, ma l’Eurogruppo ha fatto così tutto il possibile per evitare uno scenario negativo. «Il rischio di non risolvere i problemi della Grecia significherebbe un aumento del rischio di insolvenza per questo Paese, con il pericolo che il contagio del debito si diffonda ad altri paesi» mettendo in pericolo l’euro, ha concluso Miklos.

Una cosa che il Ministro tiene a sottolineare è che dopo una prima tranche iniziale (che dovrà servire alla Grecia per rispettare le scadenze più immediate come i 14 miliardi di euro in titoli di Stato da rimborsare il 20 marzo) si terranno ad Atene le elezioni politiche. E se gli impegni presi dall’attuale Governo tecnico non venissero sottoscritti anche dal nuovo Esecutivo, non verrà versato nelle casse greche un euro in più.  «La pressione [dell’UE] sarà molto grande» per far rispettare gli accordi, ha dichiarato Miklos.

La Slovacchia, in ogni caso, non sborserà un soldo in contanti per questo nuovo prestito. Il suo intervento a garanzia è calcolato sull’intervento globale del Fondo Monetario Internazionale; se questo sarà di 23 miliardi di euro, come ipotizzato dal Ministro tedesco Schauble, la Slovacchia dovrà mettere a garanzia 1 miliardo. La Banca Centrale Slovacca, poi, non avrà alcuna conseguenza dalle decisioni prese a Bruxelles dall’Eurogruppo, perché non detiene bonds greci.

(La Redazione)

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