Miskov si oppone ad ACTA: la Slovacchia si allinea alla posizione polacca

Il Ministro dell’Economia Miskov si oppone al tanto contestato trattato anti-contraffazione ACTA, che secondo lui non porta cambiamenti positivi ma solo minacce ai diritti fondamentali delle persone. L’Anti-Counterfeiting Trade Agreement, nella sua forma attuale, non è efficace per una migliore tutela della proprietà intellettuale, ma porta soltanto repressione, ha detto Miskov in una discussione ieri, spiegando che il trattato internazionale nella sua forma attuale contiene inesattezze che potrebbero contenere rischi. «Io non sosterrò un trattato che potrebbe in qualche modo frenare fondamentali diritti e libertà e la privacy di un individuo e che pone la tutela della proprietà intellettuale sopra questi diritti umani fondamentali. Sono convinto che il sistema giuridico e la legislazione slovacca siano sufficienti per operare senza questo trattato», ha detto Miskov.

Diversa l’opinione delle Commissione Europea che invece sostiene il trattato. «ACTA non cambierà una sola riga della legislazione attuale per i cittadini europei», ha detto Pedro Velasco della Direzione generale Commercio della Commissione. Quel che era illegale prima di ACTA rimarrà illegale anche dopo la sua adozione, e ciò che era legale rimarrà legale, ha detto Velasco. La Commissione nega che ACTA possa limitare l’accesso a Internet o introdurre una censura ai contenuti coperti da copyright. Lo scopo di ACTA, come lo è la legislazione statunitense SOPA, è quello di combattere la circolazione di copie illegali o contraffazioni, si tratti di abbigliamento, medicinali, registrazioni audio o video o altri prodotti, introducendo l’obbligo ai fornitori di servizi Internet di dare informazioni su siti web e utenti che sono sospetti infrangere il copyright agli organi competenti, dice la Commissione Europea.

I rappresentanti di 22 paesi dell’UE hanno firmato ACTA nel gennaio 2012, dopo gli Stati Uniti, Canada, Messico, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Corea del Sud, Singapore e Marocco, ma finora nessun Paese ha ratificato l’accordo. Il Primo Ministro polacco Donald Tusk ha detto venerdì che il suo Paese non avrebbe adottato ACTA – nonostante la firma del suo Ambasciatore a Tokio – perché non riflette la realtà del 21° secolo. Tusk è critico sulle ambiguità dell’accordo, che potrebbe portare diversi paesi a interpretarla in modi diversi.

(Fonte Sita)

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