Blackout informatico dell’Amministrazione finanziaria, deputati vanno in ispezione

A seguito di insistenti esempi di malfunzionamento del sistema informativo dell’Amministrazione fiscale, il nuovo organo statale che ha assunto gli impegni della Direzione fiscale, della Direzione doganale e degli uffici fiscali regionali, un gruppo di parlamentari ha visitato venerdì la dirigenza dell’organo ed ha stabilito che la situazione del sistema informativo fiscale è ancora peggiore di quando avevano immaginato. Sono giunti a questa conclusione dopo oltre due ore di colloqui con il direttivo delle imposte, che però si rifiuta di riconoscerlo. «La situazione è davvero critica e mi dispiace che i top manager dell’Amministrazione finanziaria non siano disposti ad ammetterlo. Essi hanno tentato di convincerci per due ore che tutto andava bene e quasi in una condizione ottimale», ha detto il capo della Commissione parlamentare Finanze e Bilancio Jozef Kollar (SaS).

Kollar ha concluso che, in base alla visita effettuata dai parlamentari in alcuni luoghi di lavoro dell’Agenzia delle Entrate per vedere le procedure applicate attualmente, il nuovo sistema informativo dell’Amministrazione fiscale non funziona affatto. «Nessuno del gruppo direttivo ci ha dato assicurazioni su quanto a lungo continuerà il regime manuale di amministrazione delle tasse», ha aggiunto Kollar, che ha garantito di voler monitorare le mosse dei prossimi giorni e non ha escluso un nuovo controllo.

La Commissione aveva deciso la visita di controllo il giorno precedente, dopo che alcuni deputati di opposizione avevano dato notizia che il sistema informativo dell’Amministrazione fiscale aveva subito un blackout. Zuzana Narusilova dell’Amministrazione finanziaria slovacca aveva informato i parlamentari alla seduta della Commissione che era crollato il sistema informativo introdotto di recente per unificare la raccolta di imposte e trattenute sui salari. I dipendenti del suo ufficio non avevano accesso alle banche dati elettroniche di cui hanno necessità ed erano costretti a svolgere le loro attività manualmente, aveva detto la Narusilova, avvertendo che non sarebbero potuti «essere ritenuti responsabili per i risultati». Il vecchio sistema sarebbe stato disattivato il 9 gennaio e da allora, a sentire la donna, i dipendenti dell’Amministrazione fiscale avrebbero avuto accesso ad un sistema non funzionante.

Il Ministero delle Finanze tende a minimizzare il problema, sostenendo che il sistema semplicemente non funziona in modo ottimale, garantendo una piena operatività a breve. Secondo il Sottosegretario alle Finanze Vladimir Tvaroska, il sistema è nella sua fase di implementazione, ma «sarà migliore di quello vecchio», e tutto si sarebbe risolto entro la fine di febbraio. Il Ministero ritiene che i problemi sono dovuti ad una insufficiente collaborazione con il fornitore del sistema, la ditta Novitech, e intende fare causa alla società, che d’altro canto starebbe considerando a una contro-causa, sostenendo che il contratto stilato con il Ministero non comprende la migrazione dei dati, quindi questa non è stata realizzata.

La Commissione ha anche chiesto giovedì un’ispezione da parte della Corte dei Conti e dell’Ufficio del Governo. Con la gestione manuale del sistema, dall’inizio dell’anno lo Stato ha pagato alle aziende quasi 400 milioni di euro di rimborsi Iva senza però essere in grado di verificare la loro ammissibilità.

(La Redazione)

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