Il Presidente ratifica l’adesione della Croazia all’UE e firma la cancellazione delle immunità

Il Presidente Ivan Gasparovic ha ratificato venerdì l’ingresso della Croazia nell’Unione Europea. Una volta che il processo di ratifica sarà completato da tutti gli Stati membri dell’UE la Croazia sarà il 28esimo membro dal 1° luglio, 2013, secondo Stato della dissolta Jugoslavia a entrare nel blocco europeo dopo la Slovenia, e primo paese dei Balcani occidentali.

La Croazia aveva presentato l’istanza di adesione nel 2003, ed era stata riconosciuta candidato ufficiale dall’anno successivo. I negoziati di accesso sono stati completati nel giugno 2011, e il Paese ha firmato i protocolli di adesione a dicembre. Nel gennaio 2012 due terzi dei partecipanti croati al referendum di adesione hanno votato a favore, ma l’affluenza all’appuntamento referendario è stato straordinariamente basso, di appena il 44%, sintomo del momento di bassa popolarità di UE e moneta unica.

Il Ministro degli Esteri Mikulas Dzurinda aveva sottolineato nel dibattito al Parlamento slovacco sul trattato di adesione il lavoro fatto dalla diplomazia slovacca per favorire l’ingresso della Croazia in UE, ricordando che nel 2003, quando era Primo Ministro, spinse anche l’Austria a fare pressioni in Unione Europea per l’accoglimento favorevole della domanda di adesione croata. «Eravamo convinti che si trattava di un Paese capace di soddisfare le condizioni di piena integrazione e, di un Paese che semplicemente appartiene all’Europa», aveva detto Dzurinda a febbraio.

Sempre venerdì il Presidente ha messo la sua firma all’emendamento che cancella l’immunità parlamentare per i reati minori approvata dieci giorni prima all’unanimità dall’Assemblea legislativa. Grazie alla versione della legge proposta dalla deputata Smer Anna Vittekova, oltre ai membri del Parlamento perdono l’immunità anche per altri alti funzionari dello Stato come il Presidente della Repubblica, i pubblici ministeri, il Procuratore generale, i membri dei servizi di intelligence SIS, il Corpo di Polizia, il tribunale correzionale e i corpi di sicurezza e di Polizia ferroviaria. Non è passata invece la proposta di includere nella lista anche i diplomatici.

Questo emendamento va ad agire sull’attuale intoccabilità delle figure istituzionali sopraddette per quanto riguarda le infrazioni minori, come per esempio quelle del codice stradale, ed entra in vigore dal 1° marzo.

(Red)

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