L’export italiano fuori dalla crisi grazie ai mercati extra-UE: Assocamestero sui dati Istat

Se l’economia italiana rallenta nel complesso, l’export è già fuori dalla crisi: nel 2011 le esportazioni italiane sono aumentate del 12,2% su base annua, nei dati destagionalizzati, superando Germania (+11,5%), Francia (+8,6%) e Regno Unito (+11,3%). Inoltre, il valore delle vendite 2011 (circa 376 miliardi di euro) supera del 2% il dato dell’anno più favorevole al commercio estero italiano, il 2008, quando le esportazioni si attestavano su un valore di 369 miliardi, grazie soprattutto al traino dei mercati extra-europei, verso cui negli ultimi tre anni si registra un incremento del 9% circa.

«Questi risultati sono il frutto del progressivo processo di riorganizzazione e riposizionamento produttivo delle imprese italiane, che stanno traendo un forte impulso dalla ripresa della crescita in primo luogo sui mercati “lontani”. Non è un caso che rispetto al 2008 la quota export diretta ai Paesi extra-europei è aumentata di tre punti percentuali, passando dal 41% all’attuale 44%», afferma Gaetano Fausto Esposito, segretario generale di Assocamerestero, commentando i dati diffusi dall’Istat. «Inoltre il deprezzamento dell’euro sul dollaro, che rende più convenienti in termini di prezzi relativi i nostri prodotti fuori dall’UE, unito al continuo miglioramento qualitativo dei nostri prodotti, potrebbero contribuire a migliorare ulteriormente le nostre performance in ambito extra-europeo».

Si conferma l’importanza dei paesi extra-UE come destinazione dell’export italiano: a dicembre 2011 continua a crescere, rispetto a novembre, il contributo dell’Italia all’export dell’UE a 27 fuori dall’Europa (+5,4%), mentre la Germania registra un lieve incremento (+1,5%) e la Francia addirittura un consistente decremento (-7,9%).

Negli ultimi cinque anni, le esportazioni italiane registrano un incremento medio annuo delle vendite superiore a quello della Germania in Brasile (+16,5% contro +14,6%), e Svizzera (10,4% contro 6,8%), mentre in Turchia la performance italiana è in linea con quella tedesca (+7,3% in entrambi i casi). Buoni risultati per il Made in Italy anche in Cina (+12,0%) e India (+11,5%), sebbene permanga il disavanzo della bilancia commerciale con questi Paesi: rispettivamente di 19,3 miliardi di euro con il partner cinese (in flessione di circa un miliardo di euro rispetto al 2010) e di un miliardo con quello indiano (in aumento di 600 milioni di euro).

«Praticamente il solo contributo alla crescita del PIL italiano viene dalle esportazioni nette», prosegue Esposito. «Rispetto al 2010, infatti, tutti i trimestri del 2011 fanno registrare incrementi positivi, da ultimo quello dello 0,8% del terzo trimestre, a fronte invece di dati nulli o negativi relativi alla domanda interna».

Tra i settori, si conferma leader la meccanica che, con un attivo di oltre 44 miliardi di euro nel 2011, contribuisce per oltre l’80% all’attivo del Made in Italy sui mercati esteri, seguita dal tessile-abbigliamento-calzature, che chiude l’anno con un surplus di 13 miliardi.

(Fonte Aise)

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